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Forse non avrete riconosciuto in questa foto la zona o forse il titolo vi avrà dato un aiuto: si tratta del distributore Agip che nel 1959 rappresentava l’ultima tappa cittadina (tra Torino e Moncalieri) prima dell’ingresso nell’autostrada per Savona.

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Nella foto di copertina il carburante pubblicizzato dalle insegne è il Supercortemaggiore, antenato del marchio Agip.

Supercortemaggiore è stata una benzina raffinata e commercializzata dall’Agip negli anni cinquanta e sessanta.

Il nome del prodotto deriva da quello del comune piacentino di Cortemaggiore, nel cui territorio venne scoperta nel 1949 la presenza di un piccolo giacimento di petrolio.

La Supercortemaggiore ebbe dunque la caratteristica peculiare di essere l’unica benzina prodotta a partire dalla raffinazione di petrolio estratto in Italia. Per pubblicizzare la benzina Supercortemaggiore venne scelta la famosa immagine del cane a sei zampe, destinata a diventare il logo dell’ENI e di tutte le società collegate.

Nel 1958 la benzina Supercortemaggiore venne reclamizzata all’interno di Carosello attraverso un filmato pubblicitario dal titolo “I gangsters”. Parteciparono alla realizzazione, in qualità di autori Luciano Emmer (regista, sceneggiatore), Dario Fo (sceneggiatore), mentre in qualità di attori Maria Teresa Vianello, Carlo Hintermann, Mimmo Poli, la grande Franca Valeri, Gabriele Ferzetti e ancora Dario Fo.

Il filmato pubblicitario si concludeva con il celebre slogan: Supercortemaggiore, la potente benzina italiana.

Alla nascita dell’ENI, nel 1953, la nuova società bandì un concorso, aperto a tutti gli italiani, per l’ideazione di un marchio per la nuova benzina Supercortemaggiore; il successo fu notevole, più di 4000 proposte vennero presentate alla commissione incaricata di decidere.

Alla fine risultò vincitore il “cane a sei zampe” ideato dall’artista Luigi Broggini e rifinito dal disegnatore Giuseppe Guzzi, che dal 1953 identifica la nuova benzina.

Secondo l’interpretazione ufficiale della società, le sei zampe del cane simboleggiano le quattro ruote dell’automobile e le due gambe del guidatore.supercortemaggiore_manifesto

Secondo alcuni, esso sarebbe ispirato al fantastico drago Tarantasio, personaggio d’una leggenda lodigiana: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l’animale, un tempo guardiano delle paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro bonifica, fosse riapparso in forma di gas.

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