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Vi è mai capitato di ritrovare un vecchio rollino fotografico non ancora “sviluppato”?

Qualche anno fa mi è successo con un vecchio kodakchrome da 24 scatti, ma dopo tanti dubbi ho lasciato stare ed ho tenuto le foto imprigionate nel piccolo cilindro di plastica.

Il mio rullino 24 pose non sviluppato

Non ha fatto lo stesso William Fagan, un collezionista di macchine fotografiche, nel 2015 acquista una Leica IIIa degli anni Trenta. E’ passata di mano in mano, e del proprietario originario da tempo si sono perse le tracce. Nella confezione Fagan trova rullini della stessa marca, 35mm, forse dimenticati.

Una bobina in particolare sembra «piena». Per anni Fagan se ne disinteressa. O forse è così affascinato da non farne nulla. Ma un giorno di agosto del 2020 il collezionista decide di provare a scardinare il piccolo sarcofago, le immagini avvolte come mummie in un rotolo di pellicola. Portarle alla luce, svilupparle, è un’impresa che richiede attenzione. Fagan si rivolge alla fotografa Mella Travers, che ha una camera oscura a Dublino. Insieme studiano il reperto, cercano di capire quali possano essere le caratteristiche di scatto, ricercando il miglior compromesso per imprimere su carta i tasselli della ricerca. Inaspettatamente vedono affiorare un piccolo, inaspettato mondo antico.

Qui nasce la parte più social della storia: l’investigazione in rete. Era già successo altre volte.

Mi era rimasta impressa la storia dello scatto a Sidney di Sam Yeldham nel 2015.

Il fotografo australiano, si era appostato al porto della città australiana per realizzare un timelapse di una tempesta in arrivo e mentre armeggiava con la sua fida reflex, era arrivata una coppia di novelli sposi che si voleva far ritrarre da un fotografo nella baia. E mentre si disponevano per lo scatto, il buon Sam aveva impresso splendide pose, che aveva immediatamente pubblicato su Instagram.

Lo splendido scatto di Sam Yeldham (Sidney -2015)

Risultato? Foto virale e ricerca nel cyberspazio dei due sposini. Con finale zucchero e miele: un messaggio sul profilo di Sam che diceva:

“Hi @samyeldham you can call off the search! This is me and my wife @jessicapearson4 !!! What a great photo! Thank you so much for reaching out. Can I get your email address?”

Firmato Chris and Jessica Galvin, gli sposini…

Cosa hanno trovato William Fagan e la fotografa Mella Travers?

Ventidue pose a lungo imprigionate in un rullino da 36 scatti sono testimoni di un viaggio in Italia di una coppia con bassotto, forse austriaca, svizzera o tedesca.

Il rullino, scattato probabilmente nel 1951, inizia con una auto, fotografata nella neve. Bmw 315 cabriolet: un’auto prodotta in pochi esemplari tra il 1935 e il 1937 (gli stessi anni della macchina fotografica che ha dato inizio all’avventura!), ultima immatricolazione 1948 a Monaco. A bordo dell’auto, una donna e un bassotto si concedono una vacanza con chi scatta.

La Bmw 315 Cabriolet del misterioso viaggio

L’uomo maturo che scatta appare soltanto una volta, con gli occhi chiusi, seduto al tavolino nel bar pasticceria di Lenno, una piccola località sulla riva occidentale del Lago di Como.

Il mistero appassiona centinaia di persone in rete, lettori che scrivono e fanno deduzioni. Nell’epoca di Google Maps è non è difficile identificare i luoghi, ricostruire l’itinerario del viaggio tra la Svizzera e l’Italia. 

Resta e forse resterà per sempre ignota l’identità di questa coppia, magari due amanti in fuga, un blitz di agiati borghesi sfuggiti agli orrori della guerra.

Resta il dispiacere di un blocco di immagini mai viste dagli autori, di una vacanza mai sugellata dall’associazione di ricordi a scatti e brevi momenti di felicità.

O forse, vince l’immortalità di scatti catturati dai protagonisti nella loro memoria, fuori dalla troppo piccola gabbia di un bidimensionalità in bianco e nero.

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