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Dopo i tanti viaggi effettuati dalla  famiglia Mozart in Europa, toccando Monaco, Vienna, Parigi e Londra, per  far esibire i due  bambini prodigio Wolfgang e la sorella Nannerl alla presenza delle corti europee, dove venivano sempre accolti con la massima cordialità, ammirazione e colmati di ricche ricompense, Leopold Mozart prese in considerazione l’Italia, che nel Settecento era la culla indiscussa della musica, ritenendo che tale esperienza avrebbe potuto significare per il più promettente Wolfgang il mezzo per ottenere una consacrazione superiore ed una fama internazionale.

I Mozart padre e figlio fecero, questa volta da soli, tre viaggi in Italia tra la fine del 1769 e l’inizio del 1773. Il primo di questi viaggi, che risulterà il più lungo,inizia lasciando la natale Salisburgo il 13 dicembre 1769 e, attraverso numerose tappe in diverse città italiane, si concluderà il 28 marzo 1771 col ritorno in Austria.

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Proprio durante questo lungo peregrinare nel nostro paese, costellato di episodi significativi, di plausi ed onorificenze quali lo Speron d’Oro (4 luglio 1770) conferitogli da Papa Clemente XIV e il diploma di Accademico Filarmonico (10 ottobre 1770), ottenuto superando l’esame all’Accademia di Bologna sotto la guida di padre Martini, autorevole teorico e storico della musica, si inserisce la permanenza a Torino, un po’ ignorata rispetto alle altre a causa della mancata pubblicazione della Gazzetta locale, ma per questo non irrilevante.

Leopold Mozart e il figlio Wolfgang arrivano a Torino di lunedì, 14 gennaio 1771, provenienti da Milano sull’eco del trionfo ottenuto al Teatro Ducale con la sua opera “Mitridate re di Ponto”, su libretto del torinese Vittorio Amedeo Cigna Santi.

Prendono alloggio alla Dogana Nuova, antica locanda di inizio Settecento (oggi Hotel Dogana Vecchia, via Corte D’Appello 4), situata nella “Contrada dell’Albero Fiorito” e in posizione assai comoda per i forestieri provenienti in carrozza da Milano, i quali da piazza di Porta Palazzo (piazza della Repubblica) dovevano percorrere la “Contrada d’Italia” (via Milano) per raggiungerla previo pagamento del pedaggio doganale.

Il 16 gennaio 1771 il quattordicenne Wolfgang ha così l’opportunità di assistere col padre alla prima rappresentazione dell’opera “Annibale in Torino” di Giovanni Paisiello che ebbe modo di conoscere a Napoli nel giugno dell’anno precedente.

E’ certamente questa la “sontuosa  opera” menzionata da Leopold nella sua lettera alla moglie e che  potrebbe essere stata il  motivo determinante per questo viaggio a Torino, oppure intendeva tentare un approccio con il re Carlo Emanuele III di Savoia al fine di ottenere un incarico per il figlio presso il Teatro di corte che era considerato tra i più importanti d’Europa. E’ difficile a dirsi dati gli esigui elementi a disposizione degli storici.

Grazie alla presenza del Paisiello a Torino, i Mozart incontrano nei salotti e a teatro alcuni esponenti della nobiltà e della cultura torinese: i conti Lascaris di Castellar, il conte Caron e la consorte principessa di Voghera, probabilmente la marchesa di Barolo e la marchesa di Saluzzo, le famiglie Raiberti e Tomati, monsignor Quirino Gasparini, violoncellista, maestro di cappella del Duomo e compositore (nel 1767 compose egli stesso l’opera “Mitridate re di Ponto”, ma oggi si ricorda soltanto quella composta da Mozart), e ancora Francesco Saverio Giaj, maestro di cappella di  corte, Gaetano Pugnani, membro della Cappella Regia e primo violino del Teatro Regio, altri musicisti e alcuni cantanti.

Durante la sua permanenza torinese, il giovane compositore copiò per proprio uso l’”Adoramus te Christe” del Gasparini, che fu ritenuto per lungo tempo un lavoro mozartiano a causa dell’inganno della grafia e dell’autografo di Wolfgang.

Il 27 gennaio 1771 Wolfgang compie il suo quindicesimo compleanno a Torino,probabilmente festeggiando alla locanda dove alloggiava.

LA SCOPERTA (1996)

Qui si inserisce nella nostra storia un musicologo americano dei nostri giorni, Harrison James Wignall  conosciuto anche con lo pseudonimo di Harrison Gradwell Slater, uno studioso americano che combina la carriera di musicologo, pianista e scrittore.

Ha pubblicato tre libri su Mozart , l’ultimo dei quali è il romanzo giallo Nightmusic, che si occupa della vita e la musica di Mozart. Il sequel, Nocturne, esplora la biografia di Chopin  e la musica all’interno di una narrativa contemporanea.

Per il suo primo libro, Slater (pseudonimo dell’autore dal 1995) si è recato in 55 città, in nove paesi europei ed ha completato la sua ricerca in tre anni ricercando negli archivi di tutta Europa documenti e corrispondenza, sempre ponendosi domande precedentemente irrisolte su Mozart  i sontuosi palazzi, le sale da concerto e saloni in cui si è esibito, le case e le taverne in cui ha soggiornato e le chiese e gli edifici pubblici che ha visitato. Il libro risulta di riferimento globale: Sulle tracce di Mozart , è stato definito “una straordinaria impresa di studio” dal pianista, Alfred Brendel.

Da un articolo de La Stampa del 1996, scopriamo che in quell’anno Slater si reca a Milano e successivamente a Torino e studia documentazioni negli Archivi di Stato.

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Le prime informazioni sono venute alla luce mentre scartabellava documenti mozartiani nell’Archivio di Stato a Milano. Lì, un documento dimostrava che Leopold (padre) e Wolfgang se n’erano andati a Torino alla ricerca di una commissione d’opera. E, il foglio specificava che nell’Archivio di Stato torinese c’era l’originale della lettera del Conte Firmian. Wignall-Slater, con la solerzia di un investigatore di razza, giunge a Torino, «spia» i documenti mozartiani dell’Archivio e trova la lettera.

In essa il potente Conte Carlo Firmian, ministro plenipotenziario degli Asburgo nella capitale lombarda, chiedeva al Conte torinese Lascaris di Castellar di intercedere presso Carlo Emanuele III di Savoia affinché il giovane Mozart potesse comporre un’opera per il Teatro Regio.

Già…una piccola raccomandazione per dare un lavoro al piccolo Mozart a Torino.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino, siamo riusciti ad individuare il documento ed a riportarne qui l’immagine e la trascrizione.

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Un  motivo in più per visitare Torino, scoprire la storia racchiusa nelle sale e nelle camere dell’albergo Dogana Vecchia, magari immergersi nella incredibile documentazione a disposizione dell’Archivio di Stato.

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