8
Shares
Pinterest WhatsApp

Era autunno, nel 1961, quando Marilyn mise piede nella capitale delle Langhe, Alba, accompagnata da un gruppo di amici. Alloggiarono all’hotel Savona. Avevano preferito che non si facesse molto clamore, volevano che pochi sapessero che Marilyn Monroe aveva lasciato Hollywood per venire ad Alba a prendere il premio, un tartufo gigante omaggio della città e del suo mentore. Era comprensibile, si sarebbero accalcate migliaia di persone per vederla.

mari

Era stata preparata una festa della consegna, l’aveva organizzata il “Trifulau” Giacomo Morra insieme al sindaco di Roddi. Aveva fatto preparare un tendone e un piccolo palcoscenico ma prima l’avrebbe portata nei boschi per mostrarle come avviene la ricerca del tartufo: il trifolau Barot e i suoi cani l’avrebbero incantata come in un film, recitando la parte alla perfezione in quel panorama unico sotto il castello accarezzato dalle nebbie e dai colori delle vigne.

Quando arrivò ci fu un sussulto, tutti rimasero muti per qualche secondo poi lei con quella grazia fatale che le apparteneva regalò un sorriso e ringraziò Giacomo Morra e gli abitanti per la calorosa accoglienza; fu felice di ricevere il tartufo dedicatole e soprattutto ringraziò i Trifolau presenti per la magia che la ricerca del tartufo le aveva trasmesso.

mari1

Disse: “Erano anni che non facevo una passeggiata nei boschi impegnata tra un set e un salotto, non sapevo più cosa volesse dire, grazie per avermelo fatto riscoprire, me lo ricorderò per sempre, grazie ancora”. Ci fu un attimo di commozione, seguì la premiazione e i convenevoli poi iniziò la festa con balli e canti e con un’ottima carne cruda al tartufo, indimenticabile.

[Tratto da “Quando Marilyn arrivò ad Alba la Monroe e il tartufo di Morra” di Bruno Murialdo – Repubblica.it 17 novembre 2012]

Previous post

Il Ponte di Ferro sul Po

Next post

Carlo V e la bottiglia per il MoMa