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Report di Simona Scalisi

La nostra privacy ogni giorno è messa a rischio, ecco perché è nostro dovere rimanere informati.
Dopo l’ultimo aggiornamento apportato da Whatsapp sulla privacy che ha creato un gran polverone (ironicamente anche in Europa), molti utenti hanno iniziato a provare nuove app come Telegram e Signal.

Il primo ad aver consigliato l’uso di Signal è stato Snowden (informatico ed ex tecnico della CIA), ma anche Elon Musk ha invitato i suoi follower su Twitter ad installare l’app che nel giro di 24 ore è passata da 10 milioni a 50 milioni di utenti. Tra gli altri, ad utilizzarla troviamo Mark Zuckerberg il fondatore di Facebook, sarà forse che non si sente sicuro sul suo social? Anche Telegram ha registrato un vertiginoso aumento portando gli iscritti a quota 500 milioni, ma ciò non è bastato per spodestare Whatsapp dalla vetta. 

Ma è davvero giustificata questa corsa verso Signal e Telegram? Scopriamo le differenze:

  1. Privacy su WhatsApp

Ѐ l’app che raccoglie più dati dai propri utenti anche se le chat sono protette dalla crittografia end-to-end, stesso protocollo seguito da Signal, solo che la piattaforma raccoglie una moltitudine di dati, dalla posizione precisa alla lista dei contatti sullo smartphone, ma questi sono solo alcuni.

  1. Privacy su Telegram

Telegram risulta più discreto rispetto Whatsapp, perché raccoglie molti meno dati provenienti dall’utente come: nome, numero di telefono, contatti, user ID e indirizzo IP (anche se a dirla tutta non sembrano essere pochi). Le chat sono criptate, ma utilizzano lo standard MTProto che è meno sicuro.

La Privacy è un argomento molto importante: puoi approfondirlo dal 15 al 17 luglio al Web Marketing Festival di Rimini. Ti aspettiamo!

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