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Se Staffarda di Revello è per la maggior parte di voi solamente sede di un’importante abbazia, adesso dovrete ricredervi.

Visitate questo meraviglioso luogo a soli 60 km da Torino e con la mente tornate indietro nel tempo: è il 18 agosto 1690 e la guerra imperversa senza tregua.

Sebbene sia difficile pensare a questo sito come campo di battaglia, più di tre secoli fa qui si sfidarono le truppe francesi e sabaude durante un sanguinoso conflitto voluto da Luigi XIV, niente di meno che il Re Sole.

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I Piemontesi furono però travolti dall’esercito del comandante Catinat, il quale occupò anche i territori di Saluzzo e Savigliano. L’armata guidata da Vittorio Amedeo II di Savoia dovette perciò ritirarsi ed accettare la bruciante sconfitta.

In questo violento scontro, noto come uno dei più cruenti tra quelli facenti parte della Guerra dei Nove anni, morirono in totale ben 4800 persone. Anche l’abbazia subì ingenti danni, soprattutto nelle parti del chiostro e del refettorio, le quali furono ristrutturate tra il 1715 e il 1734.

Nel 2012 una rievocazione storica ha riportato alla memoria questa pagina importante della storia piemontese, inscenando duelli a cavallo con tanto di colpi di cannone e figuranti rappresentanti le fazioni contrapposte.

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Se alle esplosioni e agli spari, preferite tutt’altro tipo di suoni, non vi dovete preoccupare: nella splendida cornice del monastero cistercense, vengono organizzati ogni anno concerti con musicisti di grandissima importanza, spesso noti a livello nazionale; tra i protagonisti delle edizioni passate spicca sicuramente il violinista Uto Ughi.

Se invece siete appassionati di misteri e di enigmi, potrete cimentarvi nella ricerca del passaggio segreto che permette l’accesso ad una fantomatica biblioteca sotterranea che, secondo la leggenda, contiene moltissimi volumi riguardanti la magia e l’alchimia.

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L’abbazia di Staffarda è dunque un luogo che suscita interesse e che incuriosisce: non solo attira noi umani … ma anche i pipistrelli.

Sì, avete letto bene, pipistrelli: in una stanza del refettorio vi si è insediata una colonia, la quale è protetta in modo esemplare al fine di evitare l’estinzione di questi animali che, seppur non particolarmente amati, sono molto utili. L’area del monastero abitata da questi volatili non è visitabile, ma è possibile osservare questi esemplari grazie a una telecamera collegata ad uno schermo posto in un altro spazio della struttura.

Non siete ancora soddisfatti? Se alla storia, alla musica, al mistero, alla fauna preferite l’arte e l’architettura, non potrete che rimanere estasiati da questo magnifico edificio.

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L’abbazia fu costruita a partire dal 1135 e l’insieme degli edifici che la compongono è piuttosto complesso; troviamo infatti il chiostro, fortemente caratterizzato dal colore rosso, il refettorio, il dormitorio e la chiesa con il campanile, eretto solamente nel 1300.

La chiesa è suddivisa in tre navate, orientata con l’altare verso est ed è in stile romanico -gotico. L’interno si distingue per la sua asimmetria riscontrabile in diversi particolari, come i pilastri posti a distanze diverse l’uno dall’altro, ma anche in altri dettagli.

Volete sapere quali? Non vi resta che inforcare la bici, mettervi in marcia o guidare fino a Staffarda di Revello per ammirare questo imponente edificio da vicino!

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