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Ci sono periodi in cui siamo particolarmente legati ai ricordi: cartoline del passato ci riportano a sensazioni, momenti, impressioni ed anche sapori e fragranze.

In questo #TempoSospeso ritorna la voglia di cucinare specialità del passato e, complice una domenica delle Palme “forzatamente” vissuta in casa, ripescare i piatti top della tradizione.

Butta la farina sull’asse di legno, fai un buco in mezzo con le mani e metti le uova. (Foto Laura)

E grazie a due amiche di TorinoNightLife, Laura ed Elena, mettiamo insieme il racconto della “pasta della nonna” e di foto che ci immergono in tavole piene di farina. Laura ricorda:

I ricordi d’infanzia: i pomeriggi con nonna. ‘Butta la farina sull’asse di legno, fai un buco in mezzo con le mani e metti le uova. Poi impasta. Quando l’impasto ti sembra pronto, in realtà sei solo a metà, quindi continua. Prendi la macchinetta e fai dei fogli lunghi, parti dalla larghezza 2 e poi falla sempre più sottile fino al 5. Metti sempre sopra la farina, buttala come fosse neve e spargila bene. Quando tutte le sfoglie sono tirate, taglia i tajarin e se proprio vuoi due tagliatelle le facciamo. E la nonna che urlava: “Lauraaaa, non mangiare la pasta cruda!”.

La macchina della pasta (Foto Laura)

Elena e Laura, fotografando le loro macchine, ci raccontano le epiche imprese di Imperia e Atlas (nella foto il modello 150 lusso), che in tutte le cucine, fino a qualche anno fa erano regine della domenica. La domenica era per tradizione la giornata in cui si cucinava la pasta ripiena, quella all’uovo: dagli agnolotti ai pansotti, dalle tagliatelle alle lasagne.
La “Nonna papera” di Imperia Macchine per pasta, la cui storia ha origini in Piemonte il 3 febbraio del 1932. All’inizio era solamente un piccolo laboratorio artigianale ma, in breve, si trasforma esportando in tutto il mondo complice il fatto che nel dopoguerra, molti italiani lasciavano l’Italia per raggiungere il nuovo continente portandosi dietro le proprie tradizioni culinarie.

La macchina Imperia (Foto Elena)

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