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Raccontare la storia di un costruttore svedese di macchine fotografiche, significa anche raccontare le imprese spaziali della Missione Apollo…

Hasselblad è un costruttore di macchine fotografiche di altissima qualità con sede a Göteborg (Svezia).

L’azienda, fondata nel 1841 come società di commercio, nel 1890, cominciò a distribuire i prodotti fotografici della Eastman Kodak e della italiana Murer & Duroni.

Il ramo della fotografia venne sviluppato da Victor Hasselblad durante la seconda guerra mondiale, su incarico dall’aeronautica reale svedese di sviluppare una macchina fotografica per delle riprese aeree.

Dopo la guerra, la produzione di macchine fotografiche ad uso militare si trasformò in produzione di apparecchi civili.

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L’Hasselblad si trasformò in una macchina leggendaria per l’utilizzo durante le missioni spaziali americane: dalla prima Hasselblad utilizzata nella missione del 3 ottobre 1962 le fotocamere Hasselblad sono state parte integrante del programma spaziale della NASA, in particolare nelle missioni Apollo.

La Hasselblad EDC (Electric Data Camera), derivata da un modello standard fu adattata per l’utilizzo sulla superficie lunare.

Con questa fotocamera fu scattata la fotografia sulla Luna, da Neil Armstrong, il 20 luglio 1969. La fotocamera era equipaggiata con un obiettivo appositamente progettato e un filtro polarizzatore permanentemente montato sull’obiettivo stesso.

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La fotocamera era inoltre provvista di un vetro (posto a contatto con la pellicola) su cui erano incise delle croci di riferimento che quindi venivano impresse su ogni fotogramma; queste croci sono visibili su tutte le fotografie scattate sulla luna dal 1969 al 1972. Le 12 fotocamere portate sulla Luna dalle missioni Apollo furono tutte lasciate lì, soltanto i magazzini porta-pellicola (la parte posteriore che contiene la pellicola, che nelle Hasselblad è rimovibile) furono riportati indietro, per risparmiare peso al ritorno e consentire di portare indietro un maggior numero di campioni di rocce.

Ma abbiamo scoperto che una delle camere è in realtà ritornata sulla terra. Come?

Dopo la morte di Neil Armstrong , il primo uomo sulla luna, scomparso nel 2012, la sua vedova ha contattato il Museo dell’Aria e dello Spazio Nazionale.

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Carol Armstrong aveva scoperto un sacchetto di tela bianca in uno dei ripostigli di Neil, piena di oggetti che sembravano tutti fossero stati utilizzati nello spazio. Tra i contenuti c’era in particolare una macchina fotografica l’Hasselblad che l’astronauta aveva utilizzato per documentare la sua passeggiata spaziale.

Il museo ha scritto un post sul blog in proposito, dichiarando che la borsa era nota con l’appellativo di “borsa McDivitt”, tenuta nel Modulo Lunare durante le missioni.

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Dopo aver ispezionato la borsa e il suo contenuto, gli esperti del museo hanno stabilito che i prodotti erano effettivamente ritornati sulla Terra con il Modulo Lunare Aquila durante la missione Apollo 11. “Per quanto ne sappiamo, Neil non ha mai reso nota l’esistenza di questi elementi e nessun altro li ha visti nei 45 anni trascorsi da quando è tornato dalla Luna”, scrive il curatore del museo Allan Needell.

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