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👉Brano consigliato durante la lettura: Ludovico Einaudi “Nuvole Bianche”

Dopo mesi di lockdown uno dei luoghi maggiormente presi d’assalto dai torinesi è sicuramente lui, il polmone verde della città: il parco del Valentino. Rifugio dalla vita frenetica e dagli assordanti rumori della città, in questo particolare periodo è anche luogo di ricongiunzione verso un’oasi di benessere e libertà, che possa in qualche modo bilanciare la faticosa e sofferta condizione che ci ha costretto a dover rimanere in casa per più di due mesi.

Panchina Innamorata – Foto Elisa Palladino

Ricordo benissimo la prima volta in cui ci misi piede. Appena varcato l’ingresso, mi sembrò che il rumore delle auto fosse di colpo lontano ed ovattato, lasciando spazio a dei suoni ben più soavi e rilassanti. Dopo i primi passi riuscii a distinguere il suono dell’acqua che timidamente sgorgava ed ondeggiava al di sotto delle dodici statue femminili, mute ed immobili in una posa eterna. Proseguendo in discesa fra lo scricchiolio di foglie e rametti, il tempo sembrava procedere più lentamente e, in alcuni momenti, fermarsi completamente sotto l’impercettibile scorrere del fiume. Attraversato il borgo medievale, in un susseguirsi di stradine, balconi e cornici, mi sedetti su una panchina nei pressi del giardino roccioso. Il turbinio dei pensieri si arrese quasi subito di fronte al dipinto che avevo davanti ai miei occhi, fatto di colori, luci e tanta bellezza. Uno scoiattolo timidamente mi fissò per qualche istante per poi risalire a spirale il tronco dell’albero; i corvi, neri e serissimi, saltellavano sull’erba e sembravano, per contrasto, alquanto buffi. Quando si levò il vento, i rami degli alberi, ondeggiando, sembrava volessero salutarmi. Quel soffio di vento portò con sé i profumi dei fiori, dell’erba, delle pietre bagnate dall’acqua del ruscello. Proprio come me, la giornata era un po’ grigia, di quelle tipiche di un’estate che stava per diventare autunno. Gli alberi ne erano consapevoli e si accingevano a mutare il verde delle loro foglie in un rosso che di lì a pochi giorni si sarebbe acceso in tutto il suo vigore, arricchito da venature color oro e arancio. Fu in quegli istanti che mi sentii in completa armonia con tutto quello che c’era intorno, quasi compresa e coccolata da ogni singolo elemento circostante. Mi sdraiai e guardai le nuvole più scure scorrere lente su quelle chiare ed addensarsi in batuffoli di cotone color fumo. Probabilmente di lì a poco sarebbe piovuto ma non mi importava. In quegli istanti il Valentino per me era molto più che un parco, era il mio stato d’animo.

Borgo Medievale del Valentino
Autore: Xiao Jing – Creative Commons 4.0
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