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Sulla sponda cittadina ad ovest del Po, avvolto da una storia che da secoli appassiona torinesi e curiosi, risiede il pittoresco e rinomato Borgo Medievale, che in realtà proprio medievale non è. Ma questa affermazione non può in nessun modo sottrarre valore alla splendida e ricercata opera architettonica fortemente voluta dall’urbanista portoghese Alfredo D’Andrade.

Ingresso Borgo Medievale – Torino – Autore ChriTurba
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Fu proprio lui a seguirne i lavori di costruzione, conclusi nel 1884, in seguito ad una meticolosa e precisa documentazione circa le tecniche, le forme, le leggi strutturali e le decorazioni tipiche del periodo che si sarebbe dovuto rappresentare. Secondo il progetto originale, i diversi corpi di fabbrica del borgo avrebbero dovuto illustrare lo svolgimento delle arti decorative in Italia dal decimo al diciassettesimo secolo; solo successivamente, per volere dello stesso D’Andrade e del pittore piemontese Vittorio Avondo, si decise di rappresentare un solo secolo, nonché quello che maggiormente rappresentava il Piemonte: il quindicesimo.

 Borgo Medievale – Autore G.gio
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Durante il suo soggiorno in Italia, D’Andrade si dedicò al restauro e alla tutela di edifici storici maturando particolare conoscenza ed interesse per quelli medievali di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta. All’interno del borgo nessun dettaglio è lasciato al caso: come differenti tessere che confluiscono all’interno di uno stesso mosaico così, all’interno del borgo, gli studi e le rilevazioni fatte da Bussoleno a Pinerolo, da Mondovì ad Alba, da Frossasco ad Avigliana, si riproducono in maniera sorprendente su case, torri, chiese e scorci prospettici. La chiesa del borgo, ad esempio, è una perfetta sintesi delle facciate delle chiese di Verzuolo e Ciriè; o ancora, di fianco alla fontana che si incontra appena varcato il ponte levatoio, vi è la riproduzione di un affresco presente su una casa di Lagnasco, distrutta poco dopo i rilievi fatti da D’Andrade.

Tratto dal libro “Il Borgo ed il Castello Medievali” – Carlo Nigra – Museo Torino

Percorrendo il borgo si ha la sensazione di osservare quello che un uomo del quattrocento, sebbene in luoghi diversi, avrebbe potuto osservare. Ma il borgo non è affatto una mera copia di realtà preesistenti, bensì il risultato di una solida combinazione fra didattica e ricostruzione che rappresenta un patrimonio culturale vivo e fortemente radicato nella cultura torinese. Per di più, è doveroso ricordare che i torinesi si erano talmente affezionati al borgo e all’atmosfera romantica che esso è in grado di infondere che, sebbene fosse nato come padiglione dell’Esposizione Generale Italiana tenutasi nel novembre 1884 e destinato a conseguente demolizione, fu salvato dal triste destino.

Il borgo fu acquistato dal Comune di Torino e divenne Museo Civico nel 1942. Come con i torinesi, il piccolo borgo medievale conquista e affascina tutti coloro che, immersi in un’altra dimensione, scelgono di perdersi fra le sue stradine curiosando, scoprendo ed ammirando questa colorata e pittoresca fotografia d’altri tempi.

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