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Sautissa ëd Bra​ viene così chiamata in dialetto piemontese l’eccellenza del prodotto gastronomico che ha reso Bra, una piccola e storica cittadina del Piemonte, celebre non solo a livello ​regionale,​ ma anche​ nazionale. 

Riconosciuta nell’​Atlante dei Prodotti Agroalimentar​i,  è tutelata da un​ Consorzio di Bra​ nato nel dicembre 2003 nell’ambito della settima Rassegna Braidese della carne di razza piemontese, che ha come obiettivo principale la sua tutela e valorizzazione. 

Ma che cos’è che l’ha resa una vera e propria celebrità gastronomica? 

Torniamo indietro nel tempo, nel XIX secolo.

Immagine notturna del Palazzo del Municipio di Bra – Dal sito del Comune – Foto Tino Gerbaldo

Secondo un racconto popolare, si narra che nel 1847 nella  piccola città di Cherasco,  a pochi chilometri da​ Bra,​ vivesse una importante comunità ebraica che, impossibilitata a mangiare carne di maiale per motivi religiosi, avesse fatto richiesta di insaccati senza carne suina. 

Si decise quindi di destinare alla comunità ebraica la produzione di  una salsiccia realizzata utilizzando esclusivamente carne di vitello.

Fu così che il mercato braidese divenne il punto di riferimento per la comunità ebraica, che poté finalmente approvvigionarsi di questa particolare varietà di salsiccia, per via dell’assenza del maiale.

A quel tempo, la vendita era però vietata dalla legge in tutti gli stati del Regno di Sardegna e il re Carlo Alberto, per non danneggiare la comunità ebraica,  ​firmò proprio in quell’anno una Concessione Regia di Casa Savoia, nel quale si proibiva la produzione di salsicce bovine in tutto il territorio nazionale, ad eccezione, invece, di quella prodotta a Bra dai macellai locali, trasformandola così nell’emblema della città. 

Con il tempo, per prolungare la sua conservazione a causa della deperibilità del grasso bovino, che dopo due giorni tende a diventare rancido, si è deciso di aggiungere ​della pancetta di suino macinata finemente alla carne magra di vitello, per allungare la data di scadenza del prodotto, che non presenta conservanti artificiali.

Articolo a cura di: Franca De Marco

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