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La Fiat SB4 Eldridge, meglio conosciuta come “Mefistofele”, è un’automobile da competizione conservata nel Centro Storico Fiat di Torino.
Ph Credits: Mario Alesina.

Tutto iniziò per un incidente di gara.
Nel 1922 un pilota inglese stava gareggiando sul circuito di Brooklands, al volante di una vecchia Fiat SB4 del 1908 ormai tecnicamente obsoleta. Durante la gara uno dei cilindri esplose, il pistone si liberò dal vincolo dell’albero motore e, distrutta la testata, prese il volo portando con sé il cofano e varie parti dell’automobile. 
Il rottame venne acquistato da Ernest Eldridge con l’intenzione di farne una vettura da record.

Fiat Mefistofele, cockpit, Salone di Ginevra 2011 –
Autore: Norbert Aepli, Switzerland – Creative Commons Attribution 3.0 Unported


Eldridge pensò di installare a bordo della SB4 un propulsore aeronautico.
L’impresa andò a vuoto una prima volta, sulla soglia dei 160 km/h.
Fu montato un nuovo motore: essendo quel propulsore troppo lungo per essere ospitato sotto il cofano dalla “SB4”, si provvide ad allungare il telaio utilizzando parti strutturali prelevate dai rottami di un autobus.
Arrivò un nuovo tentativo che permise di arrivare oltre i 230 km/h, ma non fu omologato perchè sull’auto non era presente una retromarcia.
Ripresentatasi qualche giorno doposul rettifilo della Route d’Orléans, 12 luglio 1924, la “Mefistofele”, ribattezzata con nome demoniaco per il rombo infernale del suo motore, innalzò il record mondiale di velocità a 234,97 km/h.

Autore: Edvcc – Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico

Curiosità: l’auto che corse per il record era verniciata di nero. Solo successivamente venne venduta a proprietà italiana e riverniciata di rosso (colore delle auto da competizione italiana).
Ancora oggi non è ben chiaro quale sistema avesse congegnato in pochi giorni da Eleridge affinchè il suo record fosse omologato, perchè non è più presente sulla vettura.

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