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Il 5 maggio del 2000 se ne andava Gino Bartali.
Un grande sportivo, un grande uomo.

La sua rivalità con Fausto Coppi disegnò le traiettorie di un ciclismo italiano orgoglioso.
La seconda guerra mondiale inevitabilmente cambiò la sua carriera sportiva, in parte compromettendola, ma alla fine del conflitto lo trasformò in un baluardo di una Italia che provava a rinascere.
La storica maglia gialla nel 1948 lo trasformò in un mito del Tour de France.
Malgrado i suoi 34 anni, recuperò i venti minuti di svantaggio che lo separavano da Louison Bobet con una grande fuga sulle alpi che gli consentì di vincere la tappa Cannes-Briancon.
Il giorno successivo vinse la tappa Briancon-Aix Lens Bains, di 263Km conquistando la maglia gialla.
Tra storia e mito si racconta che la sua grande vittoria fu figlia anche di una investitura particolare.

In quell’edizione lunga oltre 4.900 chilometri, il 14 luglio arrivò la notizia dell’attentato al segretario del Partito Comunista Togliatti: “Fummo informati personalmente dal ministro Giuseppe Pella e da Pietro Campilli che arrivarono a Cannes – racconta –e dissero a Gino di darsi da fare perché in Italia c’era aria di rivoluzione”.

Vecchio, imbolsito, costretto a subire un clima di ostilità da parte dei francesi, dopo le prime tappe Bartali si ritrovava a oltre venti minuti di distacco dalla maillot jaune: il transalpino Louison Bobet. I francesi già pregustavano l’ennesima vittoria in casa, ma non avevano ancora fatto i conti con il cuore di un campione.

Il 15 luglio andò in scena una tappa che rimarrà nei libri di storia dello sport italiano: dalla croisette di Cannes il gruppo, toccando svariati colli tra cui il mastodontico Izoard con il suo paesaggio lunare interamente vuoto di vegetazione, si diresse verso Briançon. Proprio sul Col de l’Izoard, Gino Bartali sferrò l’attacco decisivo che costò caro a chiunque, specialmente a Bobet che perse svariati minutima mantenne, seppur per poco, la maglia gialla.

Quella sera, nella camera d’albergo di Bartali a Briançon squillò il telefono: si trattava nientemeno che Alcide De Gasperi, primo presidente del consiglio italiano. Cosa si siano detti di preciso non si è mai saputo, ma fondamentalmente il capo del governo invocò a Gino un’altra impresa, nonostante le fatiche, le scorie, la vecchiaia: “Vinci questo Tour dopo dieci anni, per favore, fallo per te stesso, fallo per noi, fallo per questo maledetto e intricato Paese. Ma ti prego Gino, torna in Italia con la maglia gialla”.

Così fu.
Bartali vinse la tappa Briancon-Aix Lens Bains, di 263Km conquistando la maglia gialla.
E diventò un mito.

“Oh, quanta strada nei miei sandali
quanta ne avrà fatta Bartali
quel naso triste come una salita
quegli ochhi allegri da italiano in gita
e i francesi ci rispettano
che le balle ancora gli girano
e tu mi fai – dobbiamo andare al cine –
– e vai el cine, vacci tu. – “
[Paolo Conte “Bartali”]

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