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Era quasi mezzogiorno in un’assolata giornata londinese dell’8 di agosto del 1969. Un fotografo era abbarbicato in cima ad una scala in mezzo ad una piccola strada di Londra, poco lontano dagli Abbey Road Studios. Il fotografo era Iain McMillian e stava lavorando ad un servizio fotografico che sarebbe diventato una pietra miliare della musica. La terza di sei fotografie scattate ad un buffo quartetto di ragazzi sarebbe diventato la copertina di uno degli album più famosi di tutti i tempi. I quattro ragazzi erano i Beatles, semplicemente i Fab Four di Liverpool.

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Tanti significati furono dati a quello scatto, dal semplice allontanamento del gruppo dalla casa discografica, ad una misteriosa quanto ingarbugliata teoria P.I.D. (Paul is dead) che voleva McCartney morto in un incidente e sostituito nel gruppo da un sosia.

La realtà era un’altra: si rendevano definitiva icona quattro ragazzi che in sette anni avevano cambiato la musica. Non solo la musica.

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Innumerevoli le citazioni della foto, dalle semplici istantanee dei turisti all’ultima non molto fortunata ripresa legata alla campagna NO Brexit dell’ex Primo Ministro inglese David Cameron.

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Parlando di Beatles, impossibile non tornare indietro di qualche anno, per ricordare un’altra mitica copertina.

Il 24 novembre 1966, quando iniziavano le registrazioni di uno dei più famosi album dei The Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”.

I brani contenuti comportarono 129 giorni e quasi 700 ore di registrazione, effettuate quasi interamente nello Studio Due della EMI, a Londra.

In realtà si iniziò con Strawberry Fields Forever che successivamente venne stralciato dall’album,pubblicato all’inizio del 1967 come 45 giri, quindi definitivamente inserito nell’album Magical Mystery Tour (1967).

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Nell’ottobre del 1966 Paul McCartney, dopo un lungo giro per i paesini della Francia, camuffato con una strana pettinatura e un pizzetto posticcio, volò in Kenia e, durante le settimane di permanenza in Africa, McCartney elaborò un’idea perché i Beatles continuassero la carriera musicale dopo avere deciso di interrompere definitivamente le tournée. E pensò di comporre un album eseguito da un immaginario gruppo di musicisti, una banda di ottoni d’epoca vittoriana chiamata appunto “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, ovvero “la Banda del Club dei Cuori Solitari del Sergente Pepper”.

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