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Amo il cibo, non fine a se stesso, ma come veicolo.

Veicolo di amore, di accudimento, di convivialitá, di cura, a seconda dei contesti.
Ieri sera ho avuto la fortuna di essere invitata ad assaggiare la cucina di tradizione di un’osteria romana che fino a metà luglio offre le sue delizie a Eataly – Lingotto.

Qui ho trovato, del tutto inaspettatamente, una coppia di meravigliosi ospiti che hanno saputo regalarci con la loro cucina e con il loro calore il gusto dell’ospitalità, della convivialità spontanea genuina calda, quella vera che non potresti simulare.

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Io ho lavorato a Roma molti anni, ed in viaggio di nozze ho trascorso qualche giorno ai Castelli Romani, a Grottaferrata: sapevo che la cucina romana di tradizione sa essere un vero incanto.

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Ma qui si va davvero oltre, e non sto parlando delle solite frasi che fanno tanto effetto “cucina tradizionale rivisitata …”, secondo me non vuol dire nulla …, questa è cucina tradizionale vera, la pasta “cacio e pepe” era davvero quello che solo quella pasta tanto semplice, ma tanto complicata sa essere;

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la pasta alla carbonara aveva un guanciale che da solo faceva innamorare… ma il vero incanto era il gusto “vero”, il piatto schietto, genuino, ma al contempo sentivi che stavi mangiando qualcosa cucinato con cura, non era furbescamente buono, grazie a olio o pecorino, era virtuosamente buono, così bilanciato da sembrare naturale sentirlo divino, in una dose che ti toglie la voglia ma si ferma il boccone prima di farti dire basta … e ricominceresti da capo.

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Mentre ad esempio assaporavo gli straccetti o la trippa, che da sola vale la cena, mi veniva voglia di fermarmi, di abbinare un sorso del vino buonissimo che li accompagnava, di lasciare che il piatto durasse ancora un attimo, per non vederlo finito.
I piatti sono la perfetta corrispondenza dei padroni di casa, veri, affettuosi, generosi e pieni di amore per quello che fanno. Senti l’attaccamento alla tradizione, non nato dalla moda del momento, ma coltivato ogni giorno, approfondito con professionalità per costruire il gusto e la soddisfazione di chi mangia, trattato da vero protagonista.
Io non sono un’appassionata di dolci, ma i due dessert erano in linea con il pasto, leggeri, freschi, gentili con lo stomaco, ma tanto tanto buoni.

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Il vino della casa una festa e le verdure, che come sapete io adoro, croccanti e saporite, nella panzanella scomposta e cremose e sorprendenti nella crema di zucchine con guanciale e pecorino
Il dopocena unico! L’Oste e la moglie ci hanno fatto sentire parte della famiglia, ci hanno invitato al loro tavolo a condividere pezzi di cucina privata che erano una vera delizia… ma questa è un’altra storia….

L’Oste Della Bon’Ora

Fino al 14 luglio a Torino – Temporary Restaurant

Eataly – Lingotto (Area Aule didattiche)

Pagina FB: @ostedellabonora 

Sito web: lostedellabonora.com

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