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Una curiosa innovazione arrivata dalla Francia in Piemonte è ancora possibile trovarla a Chivasso, incastonata nel Timpano di Palazzo Einaudi (in Piazza d’Armi).

Si trova proprio lì l’Orologio del Tempo Nuovo di Chivasso (Timpano di Palazzo Einaudi)
Il palazzo riporta sul timpano un ricordo della Rivoluzione Francese, periodo in cui Chivasso era terra di Francia e in cui molto probabilmente l’edificio era già stato costruito: un Orologio del Tempo Nuovo. Infatti, nel travolgente bisogno di rivoltare l’assetto sociale, razionalizzare la vita civile, epurare e sostituire, la Rivoluzione sentì anche l’esigenza di riformare il metodo di misurazione del tempo.

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DECRETS RELATIFS A L’ÈTLABLISSEMENT DE L’ÈRE REPUBLICAINE nel loro XI capitolo recitano:

“Il giorno, da mezzanotte a mezzanotte, è diviso in 10 parti ovvero ore, ciascuna parte in altre dieci, e così di seguito fino alla più piccola parte misurabile.
La centesima parte dell’ora è chiamato minuto decimale; la centesima parte del minuto è chiamata secondo decimale.
Questo articolo sarà valido per gli atti pubblici a partire dal 1° Vendèmiaire, anno terzo della Repubblica”.

E così a cambiare con la Rivoluzione francese non furono solo i nomi dei mesi, dei giorni, della “settimana” ( la cui durata divenne di 10 giorni) , ma anche la durata, rispetto a quella convenzionale delle ore , minuti e secondi.

matematici furono invitati ad individuare un corretto sistema di misurazione del tempo in decimali, ed gli uomini di lettere ebbero il compito di trovare dei nomi che si adattassero musicalmente e “visivamente” ai nuovi nomi dei mesi, settimane, giorni ecc.

Il giorno del Tempo Nuovo, era suddiviso in 10 ore, ogni ora in 100 minuti e ogni minuto in 100 secondi (tutti ovviamente più lunghi del tempo vecchio). Mentre i nostri orologi misurano il trascorrere di una giornata con due giri completi del quadrante, l’orologio di questo Palazzo compie lo stesso percorso in un solo giro.

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Napoleone Bonaparte non è stato solo un grande condottiero di eserciti ed anzi il suo dominio sui territori conquistati è sempre stato contraddistinto dall’ansia di innovare e dare ordine alle città governate.
Anche Torino non è stata da meno: si può ricordare ad esempio tutta la ristrutturazione effettuata sotto l’occhio vigile di Napoleone nella zona di via Garibaldi, con importanti modifiche dell’assetto urbanistico.
Questa volta si ritrovò contrario all’innovazione e visto che la riforma dell’ora non funzionò, venne abolita proprio da Napoleone nel 1806 perché, tra l’altro, non vennero costruiti che pochi orologi secondo il nuovo sistema e non risulta che ne sia mai stato utilizzato qualcuno esternamente per rendere un pubblico servizio.

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