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Abbiamo partecipato venerdì ad un convegno promosso dalla Camera di Commercio di Torino “Imprese – Turismo”, in cui sono state illustrate potenzialità e criticità dell’attuale assetto turistico di Torino, del Piemonte e della penisola.

Tra i partecipanti, da più voci è venuta la richiesta di un’importante accelerazione nel campo delle infrastrutture.

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Una delle suggestioni che in questi giorni circolano, alimentata da un incontro tra i sindaci di Milano e Torino di studio di possibili progetti comuni, riguarda il trasporto “ferroviario”, o meglio, le nuove frontiere del trasporto tra i due capoluoghi.

Il riferimento è alla tecnologia Hyperloop: una linea Milano-Torino con la nuova tecnologia, che consentirebbe di collegare le due città in sette minuti.

Ma il discorso si è subito spostato su obiettivi ancor più ambiziosi sul fronte del trasporto e della promozione reciproca del turismo: una linea Milano-Torino con la nuova tecnologia dell’hyperloop che consentirebbe di raggiungere le due città in sette minuti (sì, solo sette minuti), la sperimentazione di auto con guida autonoma nelle due città e lungo l’autostrada Milano-Torino e un biglietto unico tra le due metropoli per il trasporto pubblico locale.

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Un progetto che Bibop Gresta, 48enne co-fondatore (l’altro fondatore è Elon Musk, papà di Tesla, Paypal e del progetto Space X) e presidente di HyperloopTT, ha presentato a fine giugno, anticipando di aver avviato studi di fattibilità e preso contatti con il Governo italiano per realizzare due tratti di alta velocità, anzi di iper-velocità nel Belpaese, per congiungere Milano-Torino in sette minuti e Milano-Bologna (215 km), in 9 minuti.

Ma cos’è la tecnologia Hyperloop?

L’hyperloop, il mezzo di trasporto del futuro, è un’idea che nasce da lontano. Era il 2012 quando Elon Musk rispolverò e aggiornò l’idea di quello che definì il «quinto mezzo di trasporto» (dopo auto, treno, aereo e nave), sperimentato già nel 1870 nella metropolitana di New York. Si trattava di un treno a levitazione magnetica in grado di raggiungere altissime velocità.

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Nel 2013 Musk annunciò pubblicamente il proprio progetto, invitando chiunque lo desiderasse a realizzarlo. La tratta studiata dal fondatore di Tesla e di SpaceX era San Francisco-Los Angeles, per un totale di 600 chilometri di lunghezza – con un costo di realizzazione stimato di sei miliardi di dollari (o 10, nell’ipotesi in cui le capsule fossero capaci di contenere non solo persone e merci, ma anche automobili) e un tempo di costruzione di 10 anni. Secondi i calcoli di Musk ogni biglietto sarebbe costato 20 dollari (gli ultimi studi sulla stessa tratta invece parlano di 30).

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Grazie a un sistema di levitazione magnetica le capsule di alluminio (chiamate «Pod») viaggiano all’interno dei tubi sospese sui binari, raggiungendo fino a 1.223 chilometri orari di velocità spinte da un getto di aria compressa. Ogni capsula, che può contenere merci, passeggeri (massimo 28 o 40, a seconda dei diversi studi) e persino automobili, è alimentata da turbine eoliche interne e dall’energia solare raccolta dai pannelli fotovoltaici posti sulla parte superiore del tubo. Il progetto ricorda lo Shanghai Transrapid, il treno a levitazione magnetica (MagLev) che collega la città di Shanghai con il suo aeroporto internazionale.

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Il primo Paese in cui Hyperloop diventerà realtà sono gli Emirati Arabi Uniti. Lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan (proprietario di Etihad Airways) lo vuole pronto per Expo 2020. Secondo le stime, il treno a capsule iperveloce coprirà i 157 chilometri che separano Dubai da Abu Dhabi in 12 minuti, arriverà a Riyad percorrendo 1.100 chilometri in 48 minuti e raggiungerà Doha bruciando 700 chilometri in 23 minuti.

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Sarà davvero possibile viaggiare in futuro in 7 minuti tra Torino e Milano, magari con un sistema di tariffazione e un biglietto unico tra le due metropoli per il trasporto pubblico locale?

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