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Il 2019 Anno del turismo lento sarà un ulteriore modo per valorizzare i territori italiani meno conosciuti e rilanciarli in chiave sostenibile con esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo.

Cos’è lo Slow Tourism

Cercare una definizione standard per inquadrare lo slow tourism provando a catalogarlo come una tipologia di turismo ben definita e “statica” non è propriamente corretto, in quanto più che una tipologia di turismo, il turismo lento può essere definito come l’approccio al viaggio, il modo di vivere la vacanza, e come tale può essere applicato a diverse tipologie di turismo. In generale si può dire che lo slow tourism promuove la qualità e l’esperienza autentica contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo.

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Ci sono ugualmente alcune peculiarità ricercate dal viaggiatore slow che non possono mancare e che definiscono meglio il concetto di turismo lento: la conoscenza e scoperta di cibi biologici e a Km zero, la salvaguardia dell’ambiente e l’attenzione al benessere della comunità ospitante, la “lentezza”, ovvero la propensione a scegliere mezzi di trasporto lenti e rispettosi dell’ambiente e la preferenza a utilizzare strutture ricettive dal basso impatto ambientale, attente al risparmio energetico e alla raccolta differenziata. Tutto questo perché ciò che muove (lentamente!) il turista-viaggiatore è la ricerca di autenticità perseguita attraverso valori sostenibili che possano favorire un turismo più sano e reale.

L’identikit del turista lento

Cercando di tracciare un identikit del turista lento, si possono riscontrare alcune caratteristiche tipiche di questi viaggiatori. Hanno una scolarità e una condizione economica medio-alta e, in generale, nella propria quotidianità, hanno uno stile di vita già improntato al rispetto dell’ambiente. Si muovono preferibilmente a piedi o in bicicletta e prediligono il treno rispetto all’auto o all’aereo per raggiungere la destinazione scelta. Sono attenti nella scelta delle strutture ricettive in cui soggiornare, preferendo quelle che impattano in misura minore sull’ambiente: appartamenti, alberghi diffusi, bike hotel o case rurali, evitando il più possibile catene alberghiere e villaggi turistici. Mediamente hanno un’età compresa tra 30 e 45 anni, anche se in questi ultimi anni la forbice d’età si sta allargando molto velocemente, soprattutto verso età anche più avanzate. (60% donne)

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Nel 2015, il Touring Club ha pubblicato un report sulla Via Francigena, facendo un’analisi specifica della domanda e dell’offerta di questo itinerario. Dall’analisi della domanda, emerge un possibile profilo del turista slow, con alcune differenze tra italiani e stranieri.

Due terzi dei viaggiatori effettua il percorso a piedi (75%) con una durata media di 10 giorni (17 per gli stranieri). I periodi di maggior affluenza sono la primavera e l’estate. Il viaggio viene effettuato in gruppo, in coppia o da soli, ma mancano i gruppi organizzati e le famiglie; gli stranieri prediligono il viaggio in solitaria.

La ricettività scelta sul percorso è principalmente extra-alberghiera per quanto riguarda gli italiani che pernottano in strutture religiose e ostelli, mentre gli stranieri prediligono l’albergo. Inoltre durante il pernottamento il 55% dei viaggiatori non utilizza servizi aggiuntivi, escluso l’uso più frequente del Wi-Fi degli stranieri.

La maggior parte dei turisti slow italiani spendono meno di 500 euro mentre un 37% degli stranieri spende tra i 500 e i 1000 e il 18% oltre 1500 euro, solitamente perché i viaggiano più a lungo. In linea generale si più comunque definire un tipo di viaggio “s-low cost”.

Chi intraprende questo tipo di percorsi tende a informarsi e ad essere consapevole di ciò che andrà a fare: infatti il 70% prima di partire acquista libri e guide.

Passando infine alle motivazioni, ritroviamo le più svariate ma vi è una predominanza per l’interesse culturale e il voler prendere una strada meno battuta, prediligendo quindi un turismo non di massa; chi viaggia da solo lo fa anche per il senso di sfida personale o per staccare la routine. È importante sottolineare anche la componente religiosa per quel che riguarda gli stranieri (21%).

Il portale Cammini d’Italia

«Sempre più persone – secondo Dario Franceschini, Ministro di beni culturali e turismo – partono in viaggio cercando qualcosa in più di una semplice vacanza. L’Atlante dei Cammini è pensato per coloro che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia».

Per la prima volta, sul portale www.camminiditalia.it, vengono mappati ufficialmente i percorsi “slow” d’Italia. L’utente potrà viaggiare virtualmente attraverso i 6600 km di cammini naturalistici, religiosi, culturali e spirituali percorribili a piedi, in bici, a cavallo o altre forme di turismo lento e sostenibile.

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Il sito è consultabile in lingua italiana o inglese, ed è un servizio in continuo aggiornamento e aperto a nuove integrazioni: fino ad oggi, i percorsi proposti sono ben 44 con 137 snodi. Selezionando un itinerario in particolare, è possibile visionare le varie tappe del percorso, una piccola descrizione su cosa potrai vedere, anche grazie ad una galleria multimediale. Nella sezione delle informazioni, sono elencati il tema di interesse, la percorribilità, la lunghezza del percorso, il periodo migliore per intraprendere questo tipo di viaggio, le regioni attraversate e i cammini incontrati. Inoltre ad esso sono collegate le schede concordate con le Regioni e i link utili.

Questo strumento per viaggiatori e turisti è nata durante l’anno Nazionale dei Cammini 2016 proclamato dal Mibact per valorizzare un lato dell’Italia ancora poco conosciuto ma fondamentale nell’offerta del turismo lento italiano.

La via Francigena

La Via Francigena era un tragitto di 1800 km che da Canterbury arrivava a Roma e istituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee nel Medioevo. Fu la via di comunicazione determinante per l’unità culturale europea su cui transitarono persone e merci per motivi perlopiù religiosi e commerciali.

Si tratta di un percorso che è anche un viaggio trasversale attraverso il territorio italiano con l’allineamento di realtà geografiche, produttive e sociali diverse.

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I primi tracciati della via Francigena vennero originati dal Regno Longobardo per ragioni politiche e militari quando veniva chiamata “Via di Monte Bardone”. Il suo nome attuale (Francigena) deriva dal successivo prolungamento del percorso creato dai Franchi e l’ampliamento a livello europeo per commercio e comunicazioni. La via Francigena è un percorso che ha permesso lo scambio di informazioni tra popolazioni diverse. Ha presentato uno sviluppo del pellegrinaggio perché rappresentava lo snodo centrale delle grandi vie della fede. È stata riscoperta negli anni 70 quando ci si rese conto che poteva avere successo come il Camino de Santiago. Si è potuto recuperare il tracciato originario tra le regioni italiane grazie agli appunti di Sigerio, arcivescovo di Canterbury che ne descrive le tappe. Anticamente si percorreva prevalentemente a piedi con un percorso di 20-25 km al giorno. Oggi invece circa il 21% delle persone percorre la via in bicicletta e il restante 79% continua a percorrerla a piedi. I principali fruitori di questo tragitto in Europa sono gli italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, svizzeri e austriaci, mentre per il resto del mondo le provenienze sono dagli USA, Canada Brasile e Norvegia. Il 50% dei viaggiatori impiegano 7-8 giorni per il tragitto e le motivazioni principali che spingono ad intraprendere questi percorsi sono il contatto con la natura, l’interesse culturale ed enogastronomico e la possibilità di fare trekking.  Inoltre oggi, essendo cresciuta la necessità di avere strutture idonee all’accoglienza dei viaggiatori lungo il tracciato, troviamo varie strutture ricettive pronte ad ospitare chi prende parte al cammino.

Per maggiori informazioni consultate il sito http://www.viefrancigene.org

I Luogni della Via Francigena in Piemonte

La via Francigena attraversa alcune delle più suggestive località del Piemonte.

Se arrivate da nord, ad accogliervi saranno gli splendidi laghi Nero, Pistono, Sirio, Campagna, San Michele, magari sorseggiando del buonissimo rosso di Carema. Potrete fare un salto nella storia visitando l’anfiteatro Morenico, proseguendo “a ritmo” con le terre ballerine, che per la particolare conformazione del terreno, ricco di torba e acqua, sul quale è possibile saltare come si farebbe su un tappeto elastico, facendo “piegare” gli alberi che si trovano nelle immediate vicinanze.

Costeggiando il lago Sirio si profila all’orizzonte Ivrea, con la sua cattedrale di Santa Maria e il suo palazzo vescovile. Per non farti mancare un’esperienza di alto rango, visita il castello medievale di Roppolo.

D’obbligo una tappa a Vercelli con le sue bellezze artistiche romaniche e gotiche.

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Una tappa mistica il santuario e la casa natale di Don Bosco.

Non ci soffermeremo sulla capitale sabauda e proseguiremo verso il Monferrato, che vanta numerose eccellenze enogastronomiche da gustare nella città di Asti.

Salendo di quota, dalla collina alla montagna, ci tuffiamo nuovamente nella storia con il forte di Exilles e la Val di Susa incrociando il sentiero dei Franchi a Oulx.

Imperdibile la salita alla Sacra di San Michele, candidata a diventare Patrimonio UNESCO.

Il Cicloturismo

Principali mete del cicloturismo slow

  • Novi Ligure- Acqui Terme (59 km): Un percorso con leggere salite caratterizzato da dolci colline. Un tratto in particolare diviene tortuoso per la presenza di boschi e viti, ma nonostante ciò si potrà godere di un paesaggio incantevole che giungerà al tratto finale contraddistinto da borghi medievali.
  • La VenTo (Venezia-Torino 679km): Un percorso in fase di attuazione, caratterizzato da tratti già percorribili ma non ancora collegati tra loro. Il progetto è di collegare Venezia Torino e Milano. In Piemonte passa per Torino – Chivasso – Trino – Casale Monferrato – Valenza.
  • Torino-Milano: Percorso alternativo alla VenTo che termina a Milano centro e offre scorci del passaggio affianco al Canale Cavour.
  • Casale Monferrato-Alessandria (44Km): Percorso storico-architettonico costituito interamente da strade bianche che attraversa il paesaggio rurale delle risaie piemontesi.
  • Via delle Risorgive: Percorso nel pinerolese tra i comuni di Airasca e Moretta. Sviluppo di circa 20 Km. Costruita sulla sede della ex ferrovia Airasca Saluzzo.
  • Via del Sale (Limone Piemonte- Liguria (+40Km): Attraversa paesaggi mozzafiato a 2000 mt di quota, sulla cresta delle montagne dove una volta passavano i carovanieri che trasportavano il sale. Dalla stazione di Limone in direzione Colle di Tenda si passa al fianco del confine francese scendendo in Liguria.
  • Pista Ciclabile di Torino (21Km): Pista che costeggia il fiume Po dalla quale si può ammirare gli scorci del Parco del Valentino e del centro cittadino.
  • VéloViso (3000Km c.ca): 36 differenti percorsi adatti a qualsiasi tipo di cicloturista che cinge il Monviso partendo da Saluzzo che permette di immergersi nell’antica cultura occitana.

Articolo realizzato in collaborazione con il I anno del corso “Tecnico superiore per la comunicazione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali” – Fondazione ITS Piemonte

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