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Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, 
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone
d’oro e d’argento diventerà,
senza passare dalla stazione
l’ultimo treno prenderà. 

[Francesco De Gregori – La Donna Cannone 1983]

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Qualcuno racconta che Francesco De Gregori scrisse questa canzone ispirato da un articolo che raccontava di un circo rimasto orfano della sua più grande attrazione, fuggita via per inseguire il suo grande amore.

L’articolo recitava:

” Siamo agli inizi del novecento, in uno di quei capannoni destinati ai circensi. In uno di quegli attimi morti, mentre la gente va via dal circo, mentre gli artisti riposano le stanche membra, due occhi si incrociano due anime sentono di doversi amare. Ma la regola lo vietava. Non avrebbero potuto esaudire il loro puro desiderio di condividere le proprie emozioni con l’altro perchè “le regole del circo” non consentivano.

Così la donna cannone, quell’enorme mistero volò…”

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Ma una storia bellissima ed avventurosa si cela dietro alla prima donna cannone della storia, una ragazzina di 14 anni, Zazel.

Già nel 1865, Jules Verne nel romanzo scientifico “Dalla Terra alla Luna”, narrava di un cannone capace di sparare un proiettile (con a bordo i primi astronauti della storia) in grado di raggiungere la Luna.

Il primo uomo-proiettile fu il Canadese George Hunt (più noto come Great Farini) nel 1871; due anni dopo fu esploso come una palla di cannone un travestito, tale Lulu, al Niblo’s Garden di New York. Nel 1875 il numero toccò a George Loyal, e nel 1877 fu lanciata in cielo da un cannone a molla al Royal Aquarium di Londra la prima donna-proiettile, miss Zazel, una ragazzina di 14 anni, il cui vero nome era Rosa Matilda Richter, che trovò decine di imitatori.

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Venne sparata in cielo da un cannone a molla inventato dal canadese William Leonard Hunt (in arte ’The Great Farinì).

Il cannone di Farini utilizzava molle in gomma per lanciare la persona dal cannone, limitando la distanza del lancio.

“Zazel” finì la sua carriera al Circo Barnum e trovò decine di imitatori tra cui gli italiani trapiantati in America della dinastia Zacchini.

Nel 1920 l’italo-maltese Ildebrando Zacchini, rimasto impressionato dalla lettura della novella di Jules Verne, inventò un cannone che utilizzava aria compressa per lanciare la palla di cannone umana. Zacchini sparò il figlio Hugo Zacchini fuori dal cannone ad aria compressa.

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Hugo Zacchini amava raccontare che l’idea di diventare un uomo-proiettile era in realtà venuta in mente proprio a lui, durante la Prima Guerra Mondiale: mentre era al fronte, aveva proposto al proprio Generale di progettare un cannone per lanciare soldati dotati di paracadute oltre la trincea nemica, in modo da prendere i nemici alle spalle.

L’ultimo degli Zacchini è morto a Tampa (dove la famiglia di circensi aveva costituito il suo quartier generale) nel 2000 all’età di 87 anni e si è meritato il coccodrillo di Ennio Caretto sul Corriere della Sera:

“… era stato uno dei più celebri “proiettili umani” del mondo, uno degli acrobati cioè che si fanno “sparare” a folle velocità in una rete di sicurezza. La sua scomparsa, dovuta a disfunzioni renali, ha segnato la fine di un’epoca in America: la “House of Zacchini”, la dinastia Zacchini, è stata l’idolo degli spettatori americani grandi e piccoli. Un palazzo e una strada di Sarasota, presso Tampa, portano il suo nome”.

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“Il suo unico rammarico”, raccontò Caretto, fu quello “di non essere stato più in età e forma necessarie per esibirsi quando Hollywood lo avvicinò per un film”.

Fu loro dedicato anche un libro con il titolo “The great Zacchinis”, I grandi Zacchini. I membri della famiglia Zacchini furono successivamente introdotti nella Hall of Fame del Circo Ringling Brothers.

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L’attuale record mondiale per il più lungo volo di palla di cannone umana (dalla bocca del cannone al punto più lontano raggiunto nella rete) è di 59,05 m, stabilito da David Smith Jr. durante la trasmissione televisiva “Lo show dei record” a Milano, il 10 marzo 2011.

Con un cannone lungo 8 metri, è stato calcolato che Smith raggiunse una velocità di 120 km/h per una quota massima di 23 metri.

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