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Un vero tuffo nel passato, rivedere quest’anno la 5° edizione del raid automobilistico ‘Pechino – Parigi 2016 – 6th Peking to Paris’ (12 giugno – 17 luglio) che, da più di un secolo, porta gli equipaggi da Pechino, in Cina, fino a Parigi, su un percorso di 16 mila, durissimi chilometri.

Sei equipaggi italiani, quest’anno, cinque dei quali tenteranno l’epica impresa sulla stessa vettura, la mitica Giulia 1.3 Alfa Romeo del 1966, della Scuderia del Portello Alfa Romeo.

Naturalmente le condizioni sono cambiate da quel lontanissimo 1907, alla prima edizione della Pechino-Parigi, dove si presentarono 5 equipaggi in tutto, un triciclo Contal e due De Dion-Bouton dalla Francia, una Spyker olandese, un’Itala dall’Italia. Il raid non nacque come una vera sfida sportiva bensì come una grande scommessa tecnologica: l’auto non era ancora considerata che poco più di un mezzo da passeggio o un attrezzo sportivo, ma si iniziava a sostenere da più parti che con l’automobile si poteva andare dovunque. Affermazione che poteva essere confermata soltanto effettuando un’impresa eccezionale. Impresa che, per la prima volta, venne vinta da un grande equipaggio italiano, guidato dal principe Scipione Borghese a bordo dell’ormai mitica ITALA, che ora si può ammirare al Museo dell’ Automobile di Torino. La superiorità italiana era così palese che, quando l’equipaggio italiano giunse a Mosca, aveva già accumulato un tale anticipo sugli altri, che Borghese decise di passare da San Pietroburgo, allungando di mille chilometri, per assistere al gran ballo. Questo non gli impedì di arrivare comunque a Parigi primo, con venti giorni di anticipo sul secondo.

Quest’anno un’altra dura prova attenderà le auto italiane, come sostiene Roberto Chiodi, un Rallista per Caso, che guiderà una delle Alfa Giulia, “Non abbiamo ambizioni di piazzamento, l’unico traguardo sarà quello di arrivare a Parigi felici e contenti per avere accumulato quest’altra “vita supplementare”.

Oggi come allora non si correrà per vincere, ma per vivere un’avventura che pochi possono sognare.

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