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L’attentato di Sarajevo fu il gesto omicida compiuto dal giovane attentatore serbo-bosniaco Gavrilo Princip contro l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, e sua moglie Sofia durante una visita ufficiale nella città bosniaca il 28 giugno 1914.

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Il gesto fu considerato dal governo di Vienna come motivo che diede formalmente inizio alla prima guerra mondiale. Appena un mese dopo l’uccisione della coppia, il 28 luglio l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia, dando il via ad un conflitto senza precedenti nella storia, che avrebbe richiesto la mobilitazione di oltre 70 milioni di uomini e la morte di oltre 9 milioni di soldati e almeno 5 milioni di civili.

E sarebbe un vero e proprio “kolossal”, ambientato negli anni della Prima Guerra Mondiale, una rivisitazione in chiave fantastica dell’attentato di Sarajevo che fece scoppiare il conflitto, il film che potrebbe essere girato in primavera nella cittadina di Racconigi (CN) dalla Marvel, che già aveva girato a Bard alcune scene di Avengers.

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Protagonista potrebbe essere, sempre secondo voci rilanciate sia da giornali locali che da siti specializzati, Scarlett Johansonn.

Il castello di Racconigi, nel corso della sua quasi millenaria storia ha visto numerosi rimaneggiamenti e divenne di proprietà dei Savoia a partire dalla seconda metà del XIV secolo. In seguito fu residenza ufficiale del ramo dei Savoia-Carignano e successivamente fu eletto sede delle «Reali Villeggiature» della famiglia reale dei re di Sardegna (e poi d’Italia) nei mesi estivi e autunnali.

Vittorio Emanuele III di Savoia e lo zar Nicola II a Racconigi nel 1909. In seconda fila, alla sinistra di Nicola II, si riconosce il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti.
Vittorio Emanuele III di Savoia e lo zar Nicola II a Racconigi nel 1909. In seconda fila, alla sinistra di Nicola II, si riconosce il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti.

Il castello si affaccia a nord verso un imponente parco alla francese di circa 170 ettari, delimitati da un muro di cinta lungo in totale 6 km. Alla fine del Seicento il parco appariva secondo il rigore geometrico conferitogli dall’architetto francese André Le Nôtre, medesimo autore dei giardini della Reggia di Versailles.

Divenuto un polo culturale e museale altamente frequentato, il castello fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, del sistema Castelli Aperti del Basso Piemonte e dal 1997 è parte del sito seriale residenze sabaude compreso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

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