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Da Valencia a Lisboa. La ridente capitale portoghese di medie dimensioni. Se credi di poter comprendere in qualche modo la lingua hai sbagliato tutto. La leggi, sì, fino a lì la puoi capire, dopodichè all’ascolto interpreti qualche suono gutturale che ti sembra un misto tra un sardo molto stretto e una lingua slava. I portoghesi: belle persone. Oltre al fatto che sono figure dalla bella presenza sono anche decisamente interessanti. Molto aperti alle influenze estere, dal punto di vista culturale, musicale, artistico, architettonico e blabla…

Warning! al pão de deus (attento anche qui alla pronuncia… assume significati ambigui) potrebbe diventare il tuo ultimo pensiero prima di andare a dormire e il primo al risveglio.
Però, come sai, tipicamente portoghese è il bacalhau cucinato nelle sue mille mila versioni. Mi ci porta un amico a mangiarlo.

Warning! dovrai prepararti psicologicamente alla quantità di cibo e bevande che assumerai. Il posto si chiama Ti Natercia (ovviamente la Zia Natercia) e c’è proprio lei che ti cucina e ti porta a tavola le mille prelibatezze. Lei si ricorderà di te la volta successiva e ti chiamerà per nome. Impossibile non conversare con lei durante tutta la cena. E anche se parla solo in portoghese in qualche modo la capite. Si arriva con il 28, storico tram di Lisboa, più simile ad un avventura sulle montagne russe che su un mezzo urbano. Meglio se chiami e prenoti perché i tavoli sono pochi.

lisboa

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