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A Biella è possibile visitare uno splendido parco, il Parco della Burcina, che si intreccia alle vicende della Famiglia di industriali della Lana Piacenza (si, proprio i noi produttori di Cachemere).
Nel 1733 furono Pietro e il figlio Giovanni ad avviare l’attività di una macchina per la follatura di tessuti in lana in regione Paroir a Pollone, quindi la nascita del lanificio, sebbene il censimento sabaudo del 1623 già indicasse due componenti della famiglia Piacenza come commercianti di lana.

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La storia della Burcina (il nome deriva probabilmente daltermine dialettale “brucina”, collina della brughiera), intesa come parco, inizia nel 1848 con l’acquisto da parte dell’industriale laniero Giovanni Piacenza, insieme ai fratelli Delfino e Gregorio, di gran parte dei terreni del Brik Burcina adibiti a pascolo pubblico che il Comune di Pollone (di cui lo stesso Giovanni Piacenza era sindaco) aveva deciso di mettere in vendita per rimpinguare le proprie casse.

L’amore per la natura, una notevole conoscenza della flora esotica, una grande passione per il giardinaggio, probabilmente furono i presupposti che spinsero Giovanni Piacenza ad acquistare il colle e a trasformarlo in un parco seguendo gli indirizzi del giardino paesistico nato in Inghilterra nel 1700.

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I lavori partirono dalla sistemazione delle prime piante nella parte bassa del colle, tra cui le ormai gigantesche sequoie poste davanti al laghetto (1848) e costruì le prime infrastrutture (laghetti, sentieri, strade).
Il figlio Felice continuò per più di cinquant’anni, con tanta esperienza ed entusiasmo, l’opera paterna: realizzò la conca dei rododendri, continuò il tracciamento di strade e sentieri, piantò tantissime specie esotiche, seguendo un progetto estremamente informale per soddisfare soprattutto esigenze paesaggistiche ed estetiche.
Dal 1935 il Parco è di proprietà del Comune di Biella.
Il parco si caratterizza per l’estrema varietà delle specie presenti; senza dubbio il ruolo di protagonista spetta ai rododendri; si tratta di esemplari arborei che offrono, a fine maggio, una stupenda fioritura dal bianco al rosa, rosso e lilla.

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Curiosità. Sono singolari, per l’epoca in cui sono avvenute, le avventure e le spedizioni all’estero di Guido e Mario Piacenza, a cavallo tra ‘800 e ‘900. Le spedizioni furono proficue anche per la scoperta di nuove fibre nobili per il lanificio e di specie botaniche esotiche per il Parco Burcina. Il primo, Guido, ha conquistato il record di altezza con la mongolfiera e organizzato la trasvolata in pallone aerostatico della catena dell’Himalaya, alla quale però è stato costretto a rinunciare. Ha esplorato il Congo, catturando le immagini in un filmato in 35 mm e ha acquistato l’isola di Giannutri dove ha organizzato diversi scavi archeologici. Mario, invece, da esperto alpinista ha conquistato per primo, attraverso la cresta Furggen, il Cervino (nel 1911), montagna che poi ha scalato per 14 volte. Nel 1913 ha organizzato e finanziato la spedizione nell’area occidentale dell’Himalaya: ha raggiunto la vetta del Nun Kun (7077 metri) risultando così il primo alpinista italiano (e il terzo al mondo) a conquistare i 7000 metri.

Non vi resta adesso che andare a visitare lo splendido parco!!!

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