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E’ una Pasqua vera e propria quella di Palmira, Siria.

Le forze governative siriane hanno riconquistato questa mattina la città di Palmira,  infliggendo una sconfitta significativa allo Stato islamico che controllava la città nel deserto dal maggio dello scorso anno.

Una Pasqua in cui ricordare Khaled Asaad, un grande uomo, un grande archeologo, che ha perso la vita la scorsa estate per il suo amore per la città siriana.

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A metà luglio del 2015 fu rapito dai militanti dello Stato Islamico e ripetutamente torturato. Il quotidiano britannico The Guardian riferì che Asaad avrebbe rifiutato di fornire informazioni su dove fossero nascoste antiche opere d’arte. Il 18 agosto 2015 Asaad venne ucciso sulla piazza di fronte al Museo della città nuova di Palmira (oggi Tadmur), e in seguito il suo corpo decapitato fu esposto al pubblico, appeso a una colonna.

Il responsabile del dipartimento Medio Oriente del British Museum raccontò dell’amore di Khaled al-Asaad per Palmira. Riferisce che aveva conosciuto lo studioso siriano nel 1980. All’inizio furono solo colleghi, poi divennero amici. Un amico, che mi ha sempre accolto, durante le mie visite quasi annuali in Siria, fino al 2008.
Ricorda Khaled in piedi, sui gradini del museo Tadmor, raggiante, mentre lo invita nel suo piccolo ufficio e gli fa spazio tra libri e carte per liberare una sedia.

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