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Alle aste della Monterey Car Week 2015 tre Ferrari d’epoca battute a 50 milioni di dollari.

Una 250LM del 1964 per 17.6 milioni di dollari; una 250 GT California SWB Spider del 1961, uno dei 37 esemplari con il cupolino a protezione dei fanali, per 16.83 milioni di dollari; e una Ferrari 250 GT SWB Coupé del 1962 per 16,5 milioni di dollari.

Nel 1963 la Ferrari presentò al Salone dell’automobile di Parigi quella che doveva essere l’erede della 250 GTO, la 250 LM.

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Derivata dal prototipo 250 P, la sigla LM stava per Le Mans, ad indicare che la vettura era destinata a partecipare alla gara di durata francese. In totale vennero ne prodotti 33 esemplari, ma la FIA non lo ritenette un numero sufficiente (ne occorrevano 100) e non concedette l’omologazione nella categoria Gran Turismo, così la 250 LM dovette confrontarsi con i prototipi. Nonostante ciò riuscì a riportare diverse affermazioni importanti. Ma in seguito a quella mancata omologazione Enzo Ferrari per protesta schierò negli ultimi Gran Premi della stagione della Formula 1 del 1964 le sue monoposto affidate a John Surtees (che poi vincerà il campionato del mondo) e a Lorenzo Bandini con i colori bianco e blu della North American Racing Team, la NART, di cui era proprietario Luigi Chinetti, importatore delle Ferrari per il Nord America.

FERRARI 250 LM (1964)
FERRARI 250 LM (1964)

La 250 è stata una famiglia di autovetture costruite dalla Ferrari dal 1952 al 1964. Fu il modello di maggior successo tra le prime introdotte dalla Casa automobilistica del cavallino rampante, e fu sviluppata in diverse serie.

Molte delle 250 condividevano lo stesso telaio e lo stesso passo, ed erano disponibili due versioni, telaio corto da (2400 mm) conosciuto dagli appassionati come “SWB” (acronimo dell’Inglese Short Wheel Base), oppure con telaio lungo da (2600 mm) conosciuto come “LWB” (Long Wheel Base). Molte delle versioni da competizione e cabriolet usavano la versione corta.

La Carrozzeria Scaglietti sostituì la “250 GT Spyder California passo lungo” con una a passo corto, presentandola al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1960. Basata sulla “250 GT berlinetta passo lungo”, sulla vettura furono introdotti i freni a disco ed una nuova versione del motore V12 da 280 hp. Furono costruiti 55 esemplari.

Una copia in fibra di vetro basata su un esemplare del 1961, impostata su una MG, comparve nel film del 1986 “Una pazza giornata di vacanza”.

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Prima del record di questi giorni, Il precedente record del prezzo di vendita di una “250 GT Spyder California passo corto” fu battuto ad un’asta il 18 maggio 2008, quando esemplare nero del 1961 appartenuto a James Coburn, attore statunitense famoso per aver interpretato uno dei protagonisti de “I magnifici sette”, per un prezzo di 6,4 milioni di euro. L’acquirente fu Chris Evans, presentatore inglese.

Ferrari 250 GT SWB California Spider
Ferrari 250 GT SWB California Spider

Una delle più importanti auto da competizione tipo GT, fu la “250 GT Berlinetta passo corto”, che usava il telaio a passo corto, cioè da 2400 mm, per una migliore maneggevolezza. Nei 176 esemplari costruiti, furono usati per il corpo della vettura l’alluminio e l’acciaio, sia per le vetture stradali che per quelle da competizione. La potenza del motore era compresa tra i 240 hp e i 280 hp.

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Lo sviluppo della “250 GT Berlinetta passo corto” fu affidato a Giotto Bizzarrini, Carlo Chiti, ed al giovane Mauro Forghieri, che progettarono più tardi la 250 GTO. I freni a disco furono i primi montati sulla serie GT, e la combinazione del basso peso, l’alta potenza e le ottime sospensioni la resero competitiva. Fu presentata al Salone dell’automobile di Parigi, e fu subito lanciata sul mercato e nelle competizioni. La “250 GT Berlinetta passo corto” vinse la classe GT del Campionato Costruttori nel 1961, e il periodico di automobili Motor Trend la piazzò al quinto posto nella classifica delle più grandi Ferrari di tutti i tempi, mentre la rivista Sports Car International nel 2004 la giudicò settima nella classifica delle migliori auto da competizione degli anni sessanta.

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