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Come anticipato qualche giorno fa, non distante da Ivrea, e più precisamente sulla strada per Aosta, nei pressi di Montalto Dora, esiste un curioso luogo denominato sito delle “Terre ballerine”.

Il posto è un singolare lembo di terra piuttosto esteso che si trova tra l’altro a poca distanza dal castello dove qualche tempo fa fu girata la “Freccia nera”; si tratta di una curiosità naturale realmente sorprendente: è infatti possibile sperimentare un particolare fenomeno.

A causa della singolare conformità del terreno, è possibile letteralmente ballare come se ci si trovasse su di un enorme materasso, oltretutto potendo osservare le piante circostanti piegarsi sotto il peso, su quel terreno simile alla gomma.

Si tratta di un’esperienza realmente curiosa dovuta alla particolare conformazione del terreno. Il sito si trova infatti su di una torbiera dove un tempo diramava un lembo del lago “Coniglio”, che mentre nel 1895 si trovava già in fase di prosciugamento fu del tutto svuotato da un piccolo industriale locale, Francois Balthazaes Mongenet, che aveva bisogno di torba come combustibile per le proprie industrie siderurgiche di Pont St. Martin.

Fu tra l’altro proprio in questa prima fase di svuotamento che vennero rinvenuti alcuni reperti fossili risalenti al periodo compreso tra il 1400 e l’800 a.C., segni inequivocabili dell’esistenza in quel luogo di un villaggio palafitticolo.

Una torbiera è di fatto un lago esaurito sul cui fondo si sono raccolti nel tempo vegetali, animali decomposti ed altro materiale organico, e che in mancanza d’ossigeno si è quindi trasformato prima in stagno indi in palude ed infine in torbiera: posto che l’ambiente in cui si è deposta quella materia sia acido.

E lo strato può essere spesso varie decine di centimetri mentre sotto ad esso un residuo d’acqua lì contribuisce appunto a creare il cosiddetto fenomeno delle “Terre ballerine”.

Un tempo però, quando le piogge erano più frequenti, era possibile vedere piante anche di alto fusto piegarsi letteralmente a tempo se qualcuno fosse saltato su quel terreno: oggi il fenomeno, appunto a causa della riduzione di pioggia di questi ultimi anni, si è invece notevolmente ridotto.

Ma è ancora ben visibile e del tutto sorprendente: a patto però di munirsi di una dettagliata cartina per raggiungere quelle terre nascoste comprese tra alcuni laghi tra cui il più vicino Pistono, o il Sirio ed il Nero, per avventurarsi alla ricerca di questo millenario luogo immerso in una selvaggia, ancestrale e affascinante vegetazione.

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