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E’ il 3 settembre del 1946, a Torino: due giorni dopo la gara di Formula A (antesignana della Moderna Formula 1), si corre sul circuito del Valentino la Coppa Brezzi per vetture categoria Sport.

Tazio Nuvolari partecipa su una vettura Cisitalia D46. Come in tanti episodi epici della sua carriera, chiude la gara con la vettura praticamente inguidabile, il volante staccato dal piantone dello sterzo. Non era la prima volta nella sua carriera.

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1924, circuito del Tigullio. Prima della gara Nuvolari viene trovato nei pressi di una curva del circuito mentre osserva attentamente un cartello di segnalazione. Il cartello è vecchio e la scritta è consumata: in origine c’era scritto “pericoloso-rallentare”. Ma ormai il trattino è cancellato e si legge solo “pericoloso rallentare”. Nuvolari commenta: ” Sono in gamba qui gli organizzatori, mettono perfino i cartelli!”.
Durante la corsa infatti rallenta poco, tira come un matto, esce parecchie volte di strada, a volte fermandosi a picco sul mare. “Mi fermavo a cinque centimetri dal precipizio e mi bastava” commenta.

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Non solo: mentre Nuvolari è al comando della corsa, a pochi chilometri dall’arrivo, una gomma si sfila dal cerchione dell’auto, una Bianchi, provocando una brutta uscita di strada.
Tazio, l’auto e il suo meccanico finiscono rovinosamente in un fosso. Il meccanico rimane stordito, l’auto danneggiata, ma il mantovano chiede l’aiuto degli spettatori per rimetterla in strada e proseguire! Grazie al consistente vantaggio accumulato riesce ugualmente a vincere la gara! I giornali danno una descrizione del suo arrivo: “Nuvolari giungeva ugualmente primo nonostante procedesse sui cerchioni, senza sospensioni e con la carrozzeria distrutta. Gli spettatori videro passare sotto i loro occhi qualcosa di incredibile: nell’abitacolo di guida niente era al suo posto. Tazio guidava senza seggiolino e, in sostituzione del volante, adoperava una chiave inglese. In un angolo, riverso, giaceva il meccanico coperto di fango e di olio”

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