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E’ di pochi mesi fa la notizia dell’abbandono definitivo da parte di Luna Rossa, nella corsa verso la Coppa America

Il 3 aprile 2015 il Patron Bertelli annuncia che a seguito del cambio di regolamento che fissa una nuova classe composta da imbarcazioni più piccole Luna Rossa non parteciperà all’edizione 2017 dell’America’s Cup.

San Francisco, 18/05/13 America's Cup 2013 First Sailing in San Francisco for Luna Rossa  Photo: © Carlo Borlenghi/Luna Rossa
San Francisco, 18/05/13
America’s Cup 2013
First Sailing in San Francisco for Luna Rossa
Photo: © Carlo Borlenghi/Luna Rossa

Le polemiche per il cambio erano immediatamente divampate. Chissà, forse in futuro verrà finalmente modificato un vetusto meccanismo che permette al vincitore di gestire le regole in modo piuttosto “diretto”.

Un peccato non poter assistere a epiche sfide tra l’imbarcazione che ha fatto sognare gli italiani, d’un tratto divenuti tattici e timonieri, contro l’ormai leggendaria Oracle.

Ma torniamo indietro nel tempo, a raccontare le tre sfide che portarono grandissima attenzione ed un tifo quasi calcistico.

America's Cup World Series Regatta 2013 Naples
America’s Cup World Series Regatta 2013 Naples

LA COPPA AMERICA

L’America’s Cup o Coppa America, in italiano, è il più famoso trofeo nello sport della vela, nonché il più antico trofeo sportivo del mondo per cui si compete tuttora.

Si tratta di una serie di regate di match race, ovvero tra soli due yacht che gareggiano uno contro l’altro. Le due imbarcazioni appartengono a due Yacht Club differenti, una rappresentante lo yacht club che detiene la coppa e l’altra uno yacht club sfidante.

La competizione ebbe origine il 22 agosto 1851 quando il Royal Yacht Squadron britannico con 14 imbarcazioni sfidò il New York Yacht Club, che decise di partecipare con lo schooner America, dal nome di questa agguerritissima goletta il nome di “America’s Cup”, in un percorso attorno all’Isola di Wight.

11/09/2011 - Plymouth (UK) - 34th America's Cup - AC World Series - Plymouth 2011 -  Racing Day 2
11/09/2011 – Plymouth (UK) – 34th America’s Cup – AC World Series – Plymouth 2011 – Racing Day 2

Dopo la seconda guerra mondiale venne introdotta la classe 12 metri Stazza Internazionale. L’imbattibilità del NYYC continuò per altre otto difese del trofeo, dal 1958 al 1980. Alan Bond, uno stravagante uomo d’affari australiano portò tre sfide per la coppa dal 1974 al 1980.

Nel 1983 ci furono sei sindacati che avanzarono una sfida per la coppa. Allo scopo di stabilire chi sarebbe stato il vero sfidante, si tennero una serie di regate eliminatorie, per le quali venne istituita come premio la Louis Vuitton Cup. A questa edizione risale anche la prima partecipazione di una barca italiana, Azzurra

AZZURRA (1983)

Azzurra si presentò nel 1983 alla sfida della Coppa America come rappresentante dello Yacht Club Costa Smeralda, in assoluto il primo sfidante italiano per la Coppa. Venne costruito uno scafo nei cantieri Officine Meccaniche Ing. MarioCobau di Pesaro. Skipper era Cino Ricci, timoniere Mauro Pelaschier, olimpionico nella classe Finn nel 1972-76.

Il team raggiunse le semifinali della Louis Vuitton Cup, classificandosi terzo con l’imbarcazione ‘I-4′, e si ripresentò alla successiva sfida per l’America’s Cup 1987 a Perth in Australia, dove però non ottenne però miglior fortuna.

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IL MORO DI VENEZIA (1992)

Nel 1992 arrivò la sfida del Moro di Raul Gardini e Montedison.

Dopo prove in vasca a Roma con 20 modelli, vennero varati 5 diversi scafi per Il Moro, sotto la supervisione del progettista Germán Frers. Fu scelto per la sfida l’ultimo scafo, Il Moro di Venezia V (ITA 25), varato a San Diego il 16 dicembre 1991.

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La Louis Vuitton Cup si svolse tra il 25 febbraio 1992 e il 30 aprile 1992 con una vittoria per 5-3 de Il Moro di Venezia con ITA 25 Il Moro di Venezia V sui neozelandesi di New Zealand Challenge. La finale fu spettacolare: Team New Zealand vinse la prima regata, gli italiani la seconda per un solo secondo e poi arrivarono tre vittorie per i neozelandesi. Sul punteggio di 4-1 per i neozelandesi, il timoniere del Moro Paul Cayard protestò per un uso scorretto del bompresso su NZL 20. Vinse la protesta e l’ultima vittoria kiwi fu annullata, riducendo il punteggio a 3-1 per Team New Zealand. Portatosi sul 3-2, Cayard protestò ancora una volta per l’uso scorretto del bompresso, chiedendo la squalifica di New Zealand, ma questa volta il comitato della Louis Vuitton Cup fu di parere opposto rispetto a quello dell’America’s Cup (fino all’edizione del 2007 la gestione delle due fasi avveniva separatamente). Per porre fine alla disputa, i neozelandesi decisero di abbandonare le manovre scorrette. Il timoniere Rod Davis venne sostituito da Russell Coutts che però non poté nulla contro il ritorno degli italiani che vinsero la Louis Vuitton Cup per 5 a 3.

Acquisì il diritto a contendere la Coppa America all’imbarcazione statunitense America³ con USA 23, divenendo così la prima imbarcazione di un paese non anglofono a poter ambire alla coppa in 141 anni di storia del trofeo. Venne tuttavia sconfitta in finale per 1-4.

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LUNA ROSSA

L’idea di Patrizio Bertelli di lanciare una sfida in America’s Cup nacque fra il 3 febbraio ed il 4 febbraio 1997 nello studio dell’architetto navale German Frérs a Milano. In breve tempo Bertelli assoldò gli altri uomini chiave del team: il progettista Doug Peterson, l’asso della vela Torben Grael, lo skipper Francesco de Angelis. Come base italiana del team fu scelta Punta Ala, dove le condizioni del mare e del vento si avvicinavano di più a quelle del Golfo di Hauraki in Nuova Zelanda, teatro delle regate.

La finale della Louis Vuitton Cup si svolge al meglio di nove regate fra il 25 gennaio ed il 6 febbraio 2000. In Italia ormai l’euforia è alle stelle, milioni di persone hanno trascorso notti insonni per seguire le regate in diretta TV, i media offrono ampio spazio all’evento. Anche in Nuova Zelanda l’euforia per Silver Bullet supera ogni aspettativa, i padroni di casa tifano apertamente per Prada Challenge manifestando poca simpatia per gli americani. Le barche scelte dai due team per il confronto restano ITA 45 e USA 61. Le prestazioni dei due scafi appaiono simili in bolina, ITA 45 sembra leggermente più veloce in poppa.

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La prima regata è vinta dal team italiano, nonostante una penalità, Luna Rossa riesce ad accumulare un vantaggio tale da scontare la penalità nel secondo lato di bolina tagliando poi il traguardo vittoriosa. La seconda regata è caratterizzata da grossi salti di vento. Il vantaggio iniziale di Luna Rossa si rovescia, infatti America One lasciata senza copertura fugge via fino al traguardo, vincendo. La terza regata è dominata da un vento di 20 nodi che mette in seria difficoltà Cayard, ma dopo lo scoppio di uno spinnaker e altri problemi USA61 si ritira: punto per Luna Rossa. La quarta regata si gioca da distanze molto ravvicinate. Nonostante lo svantaggio accumulato nella prima parte, Luna Rossa, non coperta adeguatamente, nell’ultimo lato di poppa trova vento buono recupera, attacca gli americani e riesce a infliggergli una penalità; vince la regata del 3-1. Dopo un giorno di riposo la quinta regata è a favore degli americani che vincono la partenza e riescono a stare davanti fino alla fine inducendo Francesco de Angelis a un errore durante la seconda poppa, alla fine il distacco sarà di 34″, il tabellone segna 2-3. La sesta regata è ancora negativa per gli italiani, nella prima poppa un intero spinnaker finisce in acqua, un pezzo resta impigliato nella chiglia e nel timone riducendo la velocità; dopo aver risolto il problema Luna Rossa recupera ma perde: è il pareggio 3-3. La settima regata porta il vantaggio degli americani sul 4-3. Ma l’ottava regata è la riscossa del team Prada che mostra una grande aggressività sia in prepartenza che nella regata infliggendo a USA 61 una penalità alla fine della prima poppa, nuovo pareggio 4-4. La nona regata è quella decisiva: si svolge il 6 febbraio, Luna Rossa parte con un piccolo vantaggio che aumenta costantemente controllando in modo strettissimo l’avversario, la regata viene vinta con 49″. Per la seconda volta dopo il Moro di Venezia un team italiano vince la Louis Vuitton Cup e diviene lo sfidante ufficiale dell’America’s Cup. Per la prima volta uno skipper non anglosassone, Francesco de Angelis, entra nell’Olimpo della vela mondiale.

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