1
Shares

C’è una storia curiosa e romantica, che ha attraversato Torino per oltre 130 anni, legata ai giocattoli e ad una famiglia di artisti e artigiani, di costruttori di bambole giocattoli marionette.

Tutto inizia nel 1874, al numero 34 della vecchia via Roma (prima che fossero abbattuti gli edifici e ricostruiti nella veste attuale.

Inizia dai coniugi Gerardo ed Emilia Bonini, che aprono il loro primo negozio-laboratorio di giochi. Edmondo de Amicis rimase talmente colpito da quanto aveva ammirato visitando il negozio, da dedicargli un lungo racconto: “Il Re delle bambole”, che comparve nel 1901 nella raccolta “Ricordi di infanzia e di scuola”, che qualche critico letterario considera una riscrittura del libro Cuore però disincantata rispetto alla prima versione.

c1

Un capitolo è dedicato a quel Gerardo Bonini da Varallo fondatore nel 1874 dell’ omonima ditta: una fabbrica, all’ epoca unica in Italia, produttrice di bambole infrangibili.

Le creature di Bonini erano talmente perfette che lui ricevette addirittura l’ incarico dalla Regia Università di realizzare, a scopo didattico, alcuni feti artificiali per l’ Istituto Ostetrico-Ginecologico.

La ditta fu premiata alle Esposizioni di Torino (1884), Firenze (1890), e di Palermo (1892) per una bambola eccezionale: la piccola montanara di Varallo.

I figli di Gerardo, durante i lavori di rifacimento di Via Roma, si trasferirono in via Cernaia, al numero 2, dove il negozio per anni è ancora rimasto attivo, anche se non più gestito dalla famiglia Bonini.

Previous post

Il Natale arriva a Torino

Next post

Olivetti 110 anni di innovazione