0
Shares

Amo il Jazz, ma confesso che all’epoca dell’uscita di Birdman, conoscevo Antonio Sanchez, solo come “il batterista di Pat Metheny”.

E vi racconto quanto segue, mentre sta iniziando al Cinema Massimo di Torino, appuntamento principe nel cartellone di oggi al Torino Jazz Festival 2016, la proiezione del film con colonna musicale dal vivo di Antonio Sanchez “Birdman” di Alejandro Gonzalez Inarritu, un appuntamento a cui non volevo mancare.

Sydney - January 16, 2016: Birdman screens during the 2016 Sydney Festival (photo by Jamie Williams/Sydney Festival)
Sydney – Gennaio 2016: “Birdman” sonorizzato dal vivo da Sanchez al Sydney Festival (ph Jamie Williams)

Sapevo di lui che aveva iniziato a suonare la batteria a cinque anni, e dopo essersi diplomato con lode in Musica Jazz, era iniziata una rapida ascesa nel mondo della batteria jazz.

A seguito della partecipazione, giovanissimo studente di conservatorio, ad una tournee aveva iniziato ad interessarsi di lui il leggendario Pat Metheny che invitò Sánchez a suonare nel Pat Metheny Group come batterista dopo una serie di ascolti.

Arriva nel 2014 la chiamata: la proposta da parte del regista Alejandro González Iñárritu di comporre la colonna sonora di Birdman utilizzando la sola batteria, una grande sfida che non si può rifiutare.

Il film racconta la storia di un attore in declino, famoso per aver interpretato un mitico supereroe, alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo. Una storia che ha molti punti di contatto con la vita dell’ex Batman. Il protagonista è Michael Keaton.

Antonio Sanchez is well known to jazz fans, but the drummer and bandleader got a boost when director Alejandro González Iñárritu chose him to compose a percussion-only score for the film Birdman</e
Antonio Sanchez alla batteria

La colonna sonora, un ossessivo e ritmato accompagnamento ad un film che racconta una transizione, una rinascita, avrebbe di certo vinto l’Oscar, ma la nomination è rimasta tale dopo che il lavoro è stato squalificato, a qualche giorno dalla cerimonia a Los Angeles perché conteneva anche alcune tracce di musica classica.

Sanchez ha dichiarato di aver in un primo tempo registrato delle parti sulla base di una prima lettura della sceneggiatura, per poi registrare nuovamente dopo aver avuto una copia del film.

Una delle peculiarità del lavoro di Sanchez è la capacità per la Colonna Sonora di diventare protagonista del film, di non essere solo sottofondo, una “deliziosa carta da parati”.

Probabilmente quello che rende magico il lavoro di Sanchez è la capacità di fondersi perfettamente ai lunghi piano-sequenza del film: un incessante suono di batteria, che accompagna le scene e il loro andamento accelerando o rallentando il ritmo. L’utilizzo che Sanchez fa della batteria esalta l’incredibile lunghezza dei piano-sequenza, sicuramente non girati per intero, ma fusi insieme in maniera esemplare.

Pare che Sanchez abbia utilizzato tamburi non accordati o modificati per ottenere dissonanze, che si adattano bene alla storia e allo stile del film.

Da sottolineare lo splendido l’effetto che coinvolge lo spettatore con un suono in avvicinamento e poi in allontanamento quando la cinepresa si sposta nel suo piano sequenza.

 birdman

Previous post

La Filovia Torino-Rivoli

Next post

Il Dj di Mexico City