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Accaniti utenti della tecnologia, i Millennials sono i giovani nati dagli anni ’80 fino al 2000.

Sono 2,5 miliardi della popolazione mondiale e ci insegnano un nuovo modo di viaggiare, il 44% di loro cerca un “assistente per gli acquisti online con cui parlare per chiedere consigli durante la ricerca di prodotti online”. Circa il 20% utilizza le applicazioni in ogni fase della programmazione del viaggio, mentre i 2/3 di loro dicono di possedere per lo meno una applicazione travel sul telefono come ci conferma PhoCusWright.

Cosa li spinge a viaggiare?

Sono i social, quali Facebook (90%) e instagram (76%), ad influenzare la scelta della meta, questa viene anche guidata dai voti che le varie località ricevono nei commenti sul web per il 30%.

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No al rischio

I Millennial detestano il rischio. Secondo lo studio, ricercano esperienze di viaggio che siano verificate tramite il loro network o fonti attendibili non vogliono essere i primi a provare qualcosa e vogliono sapere cosa li aspetta esattamente una volta arrivati a destinazione. Principalmente è emerso quanto i giovani d’oggi siano meno avventurosi ed intraprendenti, al contrario della generazione precedente dei “Boomers” che amava l’avventura e l’esperienza. I Millennials sono alla ricerca di un’esperienza di viaggio, piuttosto che una vacanza e inoltre sono più attenti e responsabili rispetto alla generazione precedente.

Fenomeno “travel bragging”

Il Mobile Travel Tracker 2017 di Hotels.com evidenzia come gli under30, quando vanno in vacanza, stiano attenti anche all’aspetto ‘social’ del viaggio. Selfie, post e status vengono pubblicati soprattutto per farsi invidiare. Si tratta di un fenomeno, traducibile in “viaggiare per vantarsi”, che scatena like e commenti, parametri sempre più importanti con cui valutare il successo di una vacanza (e per tentare d’imporsi come influencer sul web).   L’11% dei turisti più giovani, infatti, seleziona quasi esclusivamente strutture con viste panoramiche, stanze con arredamenti particolari, hotel innovativi dal punto di vista architettonico per scattare un selfie in grado di suscitare l’invidia dei propri amici virtuali.

GENERAZIONI A CONFRONTO

Chi sono queste generazioni? Come vogliono costruire la loro esperienza di viaggio?

Due generazioni a confronto, due modi diversi di approcciarsi alla vita di tutti i giorni.  Entrambi digitali, ma con un’educazione all’ uso delle nuove tecnologie differente.

Young people with smart phone making selfie outdoors

La generazione Y, comprendente i millennials, comincia dagli anni ’80 per finire nell’ anno 2000.

Questa è la prima ad avere un interesse verso il mondo globale, pur contenendosi nel loro punto di vista locale: prima generazione a trovarsi ad avere a che fare con il mondo del digitale, avendo un ruolo attivo grazie all’utilizzo dello smartphone.

Aperti, tolleranti e collaboratori per nascita, ma anche attenti all’ immagine e alla loro identità. Non a caso l’espressione di sé stessi avviene soprattutto attraverso i social network. Molto importante il loro rapporto con l’acquisto dei prodotti, influenzato dagli oramai affermati e-commerce.

La generazione Z o Centennials identifica le persone nate dopo i Millennials.

Nati a ridosso del cambio di millennio, gli appartenenti a questa generazione avranno una grande importanza nel mercato del futuro.

Proprio per questo le maggiori aziende a livello mondiale stanno iniziando a reperire informazioni per studiarli. I giovani della Generazione Z sono la prima generazione mobile-first della storia, che dà un’importanza centrale alla personalizzazione e alla rilevanza. Un altro aspetto che differenzia fortemente questa generazione da quella precedente è la forte presenza di un forte spirito di imprenditorialità e di intraprendenza. Molti degli attuali studenti di scuola superiore intendono gestire un proprio business nei prossimi anni, addirittura il 76% vorrebbe che il proprio hobby divenisse un lavoro.

È chiaro quindi che questi giovani conoscano internet e i suoi meccanismi di funzionamento, spesso meglio dei dirigenti aziendali che conducono i business. Ma il futuro del business dipende dal comportamento di queste persone, quindi è meglio iniziare ad adeguare la propria funzione marketing in modo da potere comunicare efficacemente con loro, come?

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Marketo, azienda di Marketing Automation, ha stilato una classifica interessante:

1. Comunicare a livello visuale

2. “Keep it short”: andare dritti al punto e alla comunicazione della propria proposta

3. Stimolare curiosità: la generazione Z ha uno spirito intraprendente

4. Conferire loro potere di personalizzazione: queste persone non amano schemi pre-confezionati, lascia a loro il controllo!

5. connettere l’audience attraverso attività collaborative e tecnologie di live-streaming.

6. Ispirare il target con cause sociali rilevanti.

7. Regalare educazione e costruire competenze

L’IDENTIKIT

  • Età media: 23 anni
  • Estrazione sociale: studente
  • Dove abita: città
  • Dispositivi utilizzati: computer, smartphone, tablet
  • Interessi: viaggiare, condividere sui social
  • Disponibilità economica: medio-bassa

 

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C’ERA UNA VOLTA

Il primo episodio documentato di turismo di massa, il Gran Tour fu precursore, due secoli fa, delle stagionali migrazioni per sfuggire ai grigiori del Nord e cercare il sole del Sud.

Origine del termine “turismo”, il Gran Tour era un lungo viaggio nell’Europa continentale realizzato dai ricchi giovani dell’aristocrazia nord europea, in maggioranza britannici, che ha avuto il suo apice nei secoli tardo XVII e XVIII. Poteva durare da pochi mesi fino a diversi anni, in cui si passava il tempo facendo giri turistici, studiando, facendo acquisti e “imparando a vivere”.

Di carattere essenzialmente educativo, il principale obiettivo era imparare a conoscere la politica, la cultura, l’arte e le antichità dei paesi europei, e aveva come destinazione principale l’Italia. Ci fu un momento, nel XVIII secolo, in cui la cultura di un nobile, di uno scrittore o semplicemente di una signorina “di buona famiglia” non poteva essere completa senza un viaggio culturale europeo.

IL COAST TO COAST

Per molto tempo la frontiera era costituita dal “mitico” Coast to Coast  statunitense, quasi un viaggio verso l’ovest.

Tra le molteplici strade, su tutte la Route 66, una strada nazionale che fu aperta l’11 Novembre 1926 e che collegava Chicago alle spiagge di Santa Monica.

Essa era una rete stradale adatta a soddisfare il crescente traffico automobilistico e per lo sviluppo economico e culturale dei piccoli centri ma oggi è stata rimpiazzata dalla Interstate Highway System. La Route 66 è rinata e dal 1994 diventando un parco nazionale vincolata dal Ministero Federale dei Beni Culturali.

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L’INTERRAIL: DAL ’72 AL 2.0

È in atto una vera e propria mutazione genetica dell’Interrail: la forma di viaggio nata negli anni ’70 che permette di viaggiare tutta l’Europa con un solo biglietto. Per venire incontro a nuove esigenze dei giovani  ha implementato la possibilità di utilizzare una APP di pianificazione del viaggio: informazioni sul viaggio, orari dei treni e  degli ostelli, prenotazione di un posto sul treno o in un ostello.

Nel 1972, quando è nata, invece, questa tipologia di viaggio era una vera e propria avventura, accessibile solamente a giovani, in particolar modo era usato dai giovani squattrinati che volevano girare l’Europa in treno, zaino in spalla e un carnet di traveler’s cheque.

A volte il posto in seconda classe si trovava, a volte no. Quindi, seduti nei corridoi per chilometri e chilometri di rotaie, trascorrevano le ore del viaggio ascoltando musica, mangiando panini, fumando sigarette (un tempo era permesso) e facendo conoscenza con altri giovani di tutta Europa.

IL COMPORTAMENTO DI ACQUISTO

Nel 2025 gli esperti del settore, con in testa Horwath HTL, prevedono che la generazione dei Millennials rappresenterà il 50% del mercato turistico globale.

Peter Ballard, dell’agenzia londinese di comunicazione Foolproof, ha studiato i comportamenti di acquisto (i 30enni inglesi di oggi sono ricchi la metà rispetto a dieci anni fa, quando disponevano in media di oltre 50 mila sterline; oggi ne hanno meno di 30 mila) e scelta della Generazione Y.  Anche se hanno le stesse aspirazioni dei loro padri in quanto a lavoro e stabilità economica, il loro stretto rapporto con la tecnologia li ha resi più strutturati e quindi più difficili da soddisfare.

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Il modello di marketing turistico non può più essere il tradizionale modello di pubblicità e di vendita delle 4P:

prodotto (product), prezzo (price), punto vendita/distribuzione (place), promozione (promotion).

I nuovi consumatori hanno provocato un’evoluzione dalle 4P alle 4C:

Content, Convenience, Community e Curate Environment,

Spostando il focus delle strategie di vendita dall’azienda al cliente, con un prodotto che deve rispondere concretamente ai bisogni dei nuovi clienti, con vantaggi e valori prima assenti:

  • valore del prodotto percepito dal cliente (customer value)
  • costo (costs)
  • comodità (convenience) e
  • comunicazione (communication),

La struttura ricettiva (hotel, villaggio, B&B, campeggio) non può limitarsi ad offrire, vitto, alloggio e itinerari. I servizi offerti, le esperienze, le emozioni e i ricordi, sono la componente intangibile che supera, in importanza, la componente “fisica” del prodotto turismo.

I nuovi requisiti indispensabili:
Content: il 31 % dei Millennials compra un prodotto solo se questo è autentico e di qualità, e se lo affascina.
Convenience: il prezzo conveniente (riconoscibile grazie al confronto in rete su più canali di distribuzione), trasparente e commisurato alla reale qualità del prodotto.
Community: capacità di persuasione di influencers e bloggers presenti sui Social per l’acquisto di un prodotto, il 42% ammette di essere influenzato.

Curate Environment: nuovo ambiente di vendita, senza vincoli temporali e spaziali, che combina mondo digitale e mondo fisico.

In definitiva, i viaggiatori più giovani si aspettano un Ambiente dinamico, moderno, spesso di design, con alta dotazione tecnologica ed uso degli ambienti con spirito di condivisione ed esperienza collettiva.

I Millennials non sono fidelizzati ad una specifica catena alberghiera o marchio di hotel e sono disposti a scegliere la destinazione e la struttura anche in base ai principi etici in cui credono.

LE METE COOL

Secondo i dati raccolti da due dei più grandi motori di ricerca in ambito turistico: hotels.com e hostelword le mete più ambite oltre ad essere capitali europee e luoghi conosciuti sono soprattutto posti in cui scoprire le bellezze naturali, paesaggi incontaminati, alla costante ricerca di esperienze uniche e di avventure.

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Nella classifica delle mete più gettonate del 2017 di hotels.com rientra l’Islanda l’esperienza preferita è quella di fare un bagno nelle caldissime acque della blu Lagoon una piscina naturale, camminare sulla grande muraglia cinese, visitare le piramidi in Egitto, vedere l’alba dall’ Uluru in Australia, fare snorkeling lungo la barriera corallina, ammirare il Grand canyon in elicottero, coccolare un koala nel Queensland in Australia, inoltrarsi nella foresta della costa Rica e di fare una gita in bicicletta tra i canali di Amsterdam.

A luoghi ormai consolidati come mete turistiche: Italia, Spagna, Thailandia, Stati Uniti si affiancano quelli in crescita esponenziale come: Nicaragua, Israele, Sudafrica. Nella classifica di hostelword rientrano anche Scozia, Croazia, Vietnam, Colombia, Sri Lanka, Filippine, Nicaragua, Guatemala, Cambogia, Messico, Nepal e Portogallo.

I Millennials sono la più grande generazione negli Stati Uniti.

E’ importante quindi capire come e cosa vogliono quando viaggiano: la maggior parte di loro infatti cerca autenticità nel viaggio e da importanza non solo al viaggio in sé ma anche a quello che viene dopo con la condivisione sui social network, un americano su due pensa contino anche molto i commenti ricevuti alle foto delle loro vacanze.

Da una analisi che risale al Luglio 2017 sul metodo di programmazione del viaggio dei millennials statunitensi sono emersi alcuni dati interessanti che riguardano le loro abitudini nella ricerca di viaggio: le prenotazioni vengono fatte tramite contenuto generato da utenti (71,4%), tramite proprie risorse (48,2%), oppure tramite sito DMO (34%).

I giovani millennials americani si lasciano ispirare dai social media, soprattutto Facebook e Pinterest.

Una volta decisa una meta si rivolgono ad un sito web o ad un sistema di prenotazione online (45%) oppure ad una OTA (55%)

Secondo Expedia la media di giorni di viaggio è di 26 giorni per anno. Le motivazioni che spingono al viaggio sono relax (51&), famiglia (48%), e sightseeing (48%).

LE METE PIU’ GETTONATE

Alcuni di loro decidono di fare un viaggio restando all’interno del loro paese d’origine, le mete che preferiscono sono: Portland (Oregon), Los Angeles (California), Chicago (Illinois) e Maui (Hawaii). Altri invece si spingono oltre verso altre destinazioni, tra le più scelte troviamo il Vietnam del nord, Koh Samui (Thailandia), Lisbona (Portogallo) e Peru.

ASIA TRENDS

Secondo una ricerca del gruppo Four Star, i giovani tra i 18 e i 25 anni prediligono la scoperta e la conoscenza di nuove culture rispetto ai viaggi nelle capitali del divertimento che ospitano locali e discoteche e regine della vita notturna. Essi preferiscono, infatti, scoprire le grandi bellezze naturali, i luoghi patrimonio dell’umanità e le località dal grande valore storico e artistico.

Per quanto riguarda il continente asiatico, tra le mete preferite dai Millennials, scelte attraverso i social network, figurerebbero quindi al primo posto la Grande Muraglia cinese, Shanghai e Hong Kong, la metropoli più sognata.

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Sempre secondo il gruppo Four Star, l’ultima tendenza porterebbe a puntare più sulle esperienze formative che sul puro divertimento. La scelta si orienta soprattutto sulla ricerca di esperienze che permettano di ricavare un bagaglio culturale dal viaggio. Sta crescendo, infatti, tra i giovani la volontà di unire il volontariato alla classica vacanza per vivere esperienze autentiche e reali e sperimentare il senso di comunità. Per questo motivo, tra le mete preferite dai millennials si trovano in primis le metropoli cinesi.

Tra le ragioni per cui il continente asiatico spicca non devono essere tralasciate quelle legate al settore delle vacanze “physically demanding” sempre più in voga tra i giovani, fra queste troviamo il tour in bicicletta nelle aree rurali e le varie attività disponibili nelle regioni montane, alla larga dal turismo di massa.

Inoltre, la convenienza e la comodità dei trasporti sulla costa asiatica giocano un ruolo molto importante sull’orientamento dei millennials. È importante citare, perciò, la regione del Mekong che attualmente è in crescita da questo punto di vista.

L’EUROPA

Francia: visita di Parigi, surf a Biarritz, Mont Saint Michel, panorama di Lione, Tour de France, Nizza e Costa Azzurra

Germania: festeggiamenti (Oktoberfest), città dinamiche, Amburgo (città storica), vita notturna di Berlino, castelli, meta prescelta per far carriera

Italia: città di cultura rinascimentale (Firenze) e grandi artisti, Roma, Venezia, vini toscani e piemontesi, costa (turismo balneare – Cinque Terre e Costiera Amalfitana), gastronomia

Paesi Bassi: Amsterdam, giardini di tulipani e mulini a vento, mini crociere in barca lungo i canali, vitta notturna, panorama di Rotterdam, città vecchia di Maastricht, parchi nazionali

Norvegia: bellezze naturali, Oslo, case in legno colorate, valli verdeggianti e parchi nazionali, panorama di Bergen, escursioni nelle isole Lofoten in estate, aurora boreale e sole di mezzanotte (estate)

Svizzera: paesaggi montani, città medievali, laghi, Berna, Zurigo, Ginevra, campeggi, trekking, sci, Trenino Rosso del Bernina

Altre mete: Copenhagen, Mykonos, Ibiza, Porto

Altre vacanze predilette da questa generazione sono i Viaggi Evento, come ad esempio ScuolaZoo, dedicati alla vita notturna di locali e discoteche.

COME MANGIANO IN VACANZA

Il 79% dei Millennials ha dichiarato di essere più avventurosi in merito al cibo durante i viaggi, rispetto a quando si trovano a casa.

Una generazione che guarda alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti, sono disposti a spendere di più e sono anche più informati su ciò che mangiano.

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Il cambiamento delle abitudini alimentari

È in corso una vera food revolution. Molto attenti al consumo dei prodotti a km zero, in viaggio non tendono più a cercare la propria tradizione culinaria, bensì, cercano quella locale.

Vi è un forte aumento del consumo dei prodotti bio-veg, prestando molta attenzione alla qualità e alle proprietà benefiche degli alimenti.

Vi è un calo drastico del consumo della carne sia per motivi etici che salutar, non solo per motivi di origini sociali e cambiamenti culturali ma anche per la crisi economica in corso.

Per quanto sia una pratica di per sé innocua, fotografare il cibo ha un impatto sociale notevole.

I millennials si vanno prefigurando come una ‘generazione di buongustai’ e continuano a influenzare molte tendenze sociali, culturali e naturalmente di consumo, proprio attraverso i Social Network.

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I SERVIZI IN VIAGGIO CHE NON DEVONO MANCARE

Quali servizi sono indispensabili per i millennial quando viaggiano?

Innanzitutto la fedeltà non figura tra le loro caratteristiche e non si fidano ciecamente di brand o testimonial.
Sono più che altro legati al turismo esperienziale e personalizzato, e se devono interagire con la destinazione o l’hotel non vogliono essere contattati genericamente ma vogliono parlare con una persona vera, in carne e ossa.
Vogliono essere assistiti e cercano individui che siano in grado di guidarli e aiutarli a risparmiare tempo, denaro e a soddisfare le loro esigenze, divertendosi. Sono esigenti e danno valore a quello che a loro interessa, non a quello che si propone o si tenta di vendergli.

Prima di prenotare un viaggio, devono trovare su internet e sui social tutte le informazioni sulla destinazione e sulla struttura. Inoltre sono molto legati alla convenienza digitale, ed è quindi inconcepibile che il Wi-Fi non ci sia o sia a pagamento, ed inoltre ricercano una struttura che possa offrire in modo digitalizzato informazioni su come trovare e conoscere le attività proposte nell’area, effettuare il check-in online, richiedere un late check-out, ordinare il servizio in camera, pagare online il conto e prenotare un taxi.

I millennial in viaggio sono molto interessati al servizio noleggio auto, Uber e car sharing. Questo perché possono avere tutti questi servizi con pochi click da smartphone, e non hanno una capacità di spesa così ampia da permettersi un’auto personale, sono meno legati alla proprietà e più aperti a soluzioni alternative.

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