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L’Empire State Building è un grattacielo in stile art déco della città di New York, a Manhattan, all’angolo tra la Fifth Avenue e la West 34th Street.

Divenuto uno dei maggiori simboli della “grande mela”, con i suoi 443 metri di altezza, è stato il grattacielo più alto del mondo fra il 1931 e il 1967 quando fu superato dalle Torri Gemelle, per poi riassumere il primato cittadino dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e tornare al secondo posto nel 2014 con l’inaugurazione del One World Trade Center, alto 541,33 m.

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Il progetto per la realizzazione del nuovo edificio fu affidato allo studio Lamb & Harmon che produsse i disegni definitivi di un edificio in stile art déco in appena due settimane, traendo spunto da altri edifici statunitensi in fase di realizzazione. Originariamente si prevedeva un’altezza inferiore, di soli ottanta piani, un limite mai superato fino ad allora da nessun edificio, ma l’agguerrita competizione innescata dal vicino Chrysler Building portò ad una variante di progetto in corso d’opera, con l’aggiunta di ulteriori piani e del pennone che portò l’edificio al traguardo di centotre piani.

Nel settembre del 1929 iniziarono i lavori sull’area, dapprima con lo smantellamento dell’albergo Waldorf Astoria, poi con la realizzazione della struttura in acciaio.

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Il nome venne scelto in onore dello stato di New York, storicamente noto come Empire State.

Fu il grattacielo più alto del mondo, quello costruito più velocemente e il primo ad avere più di cento piani, divenendo presto uno dei simboli di New York e dell’America stessa. L’inaugurazione culminò con un pranzo dall’ottantacinquesimo piano che venne ricordato come «il pranzo più alto del mondo».

All’inizio della sua storia l’edificio sarebbe dovuto essere una piattaforma di atterraggio per dirigibili, mezzo di trasporto che negli anni ’30 si pensava sarebbe divenuto molto popolare. In realtà, la carriera di attracco per Zeppelin del grattacielo durò solo 3 minuti: nell’unico atterraggio effettuato infatti si comprese che i venti erano troppo forti a quelle altezze per permettere lo sbarco in sicurezza.

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Oggi, oltre a essere la sede di tantissime aziende finanziarie, della moda, radiofoniche e televisive, l’Empire è conosciuto soprattutto come attrazione turistica: dalle sue piattaforme panoramiche all’86esimo e 102esimo piano è infatti possibile vedere New York a 360° e, nelle giornate più limpide è possibile vedere i territori dei quattro stati confinanti: Massachusetts, Connecticut, New Jersey e Pennsylvania.

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George Harrison passeggia sulla terrazza dell’86mo piano dell’Empire nel 1963

Nel 1933 l’edificio godette di una prima, vera notorietà mondiale quando fu scelto come luogo ipotetico per la scena finale del celebre film King Kong, nel quale il gigantesco animale, aggrappato al pennone dell’edificio, è intento a combattere contro gli aerei che gli danno la caccia.

Nella realtà, Kong era un pupazzo articolato alto circa 45 centimetri, con uno scheletro di acciaio ricoperto di lattice e pelliccia di coniglio. Fu filmato, immagine per immagine, da Willis O’Brien e dalla sua équipe, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York.

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Dopo trentasei anni l’Empire State Building perse il primato di edificio più alto del mondo in favore della torre di Ostankino completata a Mosca nel 1967, in piena guerra fredda, mentre Nel 1973 le Torri Gemelle del World Trade Center gli tolsero anche il primato del grattacielo più alto di New York.

Come è purtroppo possibile immaginare, l’Empire è stato negli anni luogo di diversi suicidi.

Nel maggio del 1947 vi fu quello più noto e sconcertante, quando la ventitreenne Evelyn Francis McHale si lanciò dalla terrazza dell’ottantaseiesimo piano e piombò fatalmente su una limousine nera parcheggiata in strada. Il corpo della giovane vittima venne fotografato da Robert Wiles, uno studente accorso sul posto. La fotografia venne anche pubblicata il 12 maggio dello stesso anno dalla rivista Life. 

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Venne poi acquistata anni più tardi da Andy Warhol che la elaborò intitolando l’opera Suicide (fallen body) e la inserì nella serie di serigrafie intitolata Death and disaster.

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ANDY WARHOL SUICIDE (FALLEN BODY) 1962

Il 26 novembre 2012 uno spettacolo inedito condotto da Alicia Keys ha inaugurato il nuovo impianto di illuminazione che ha sostituito i precedenti neon da un nuovo sistema di proiettori led programmati tramite un sistema computerizzato. Questo nuovo impianto consente di illuminare la cima dell’edificio fino a sedici milioni di colori ma offre altresì la possibilità di creare un’illuminazione più dinamica consentendo anche effetti incrociati, ondulatori o stroboscopici.

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