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Oggi è il primo maggio, una giornata particolare, una “festa non festa”, che vale però sempre la pena festeggiare e rispettare, in onore di chi ha lottato perché il lavoro si trasformasse in diritto ed anche di chi come me crede che sia un dovere etico.

Comunque, il motivo di questo post è la voglia di raccontare una storia che ho ascoltato ieri.

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Una storia forse raccontata 10, 100, 1000 volte, ma che vale la pena raccontare.

La storia inizia negli anni ’80, quando Antonio, un ragazzino di Mexico City, trascorreva i suoi pomeriggi sedendosi nell’auto della nonna ed ascoltando una rete radio, 96.9 W Radio, una rete che trasmette musica che piace molto al giovane Antonio.

Alla notte passava la sua trasmissione preferita, con playlist di jazz e musica progressive, selezionata dal bravo dj Alejandro I., che sembrava indovinare sempre la magica composizione musicale.

Una sera arriva un pezzo che strega Antonio, un incessante ritmo che evoca il movimento di un treno. Un pezzo trascinante, con una carica emozionale pazzesca.

Alla fine del brano, il dj svela l’arcano: il brano è Last Train Home di Pat Metheny  e del suo gruppo, genio della musica progressive, tra i più famosi e apprezzati chitarristi jazz in attività.

Quel brano sarà importante nella vita di Antonio, ma lui questo ancora non lo sa.

Passano gli anni  e a seguito della partecipazione, giovanissimo studente di conservatorio, ad una tournee, Antonio scopre che ha iniziato ad interessarsi di lui il leggendario Pat Metheny: arriva una chiamata nel Pat Metheny Group.

Salto in avanti, per arrivare nel 2005, alla fine di un concerto a Los Angeles, quando uno stanchissimo Antonio accoglie nel suo camerino un ragazzo messicano, Alejandro I., che si complimenta per il suo modo di suonare la batteria.

Diventano amici. Si scambiano i numeri e le email. Ogni volta che Antonio passa dalla città degli Angeli per un concerto, invita Alejandro. E spesso si scrivono.

Ancora un salto, al 2013, quando Antonio, in viaggio in compagnia della moglie, sente suonare il suo cellulare.

Guarda il display: è il suo amico Alejandro. E’ un attimo. Gli chiede: “sto per girare un film, una dark comedy. Avrei voglia di un colonna sonora tutta incentrata sulla batteria. Hai voglia di comporla?”

Fine della storia. Inizio della cronaca.

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Antonio Sanchez – Sonorizzazione di “Birdman” – 30 aprile Torino – Torino Jazz Festival 2016

“Antonio” è Antonio Sanchez, compositore della colonna sonora di “Birdman”, il superfilm di Alejandro González Iñárritu (proprio lui, “Alejandro I.” il dj di 96.9 W Radio che gli ha fatto conoscere la musica jazz e progressive e che poi è diventato suo amico a Los Angeles).

Birdman, film con Micheal Keaton, Emma Stone, Edward Norton ha trionfato nel 2015 vincendo diversi Oscar e Grammy.

Ieri pomeriggio, al Cinema Massimo di Torino, questo racconto, dalla viva voce di Sanchez in occasione del Torino Jazz Festival 2016, ha introdotto la splendida sonorizzazione live del film, chiusa con una esibizione finale scintillante.

Una bella storia, da raccontare, per continuare a credere nel sogno, nella voglia di lavorare e di vincere. Una storia da 1 maggio.

E un ringraziamento, grande. A Luisa, che mi ha permesso di ascoltare questa storia.

Sydney – Gennaio 2016: “Birdman” sonorizzato dal vivo da Sanchez al Sydney Festival (ph Jamie Williams)
Sydney – Gennaio 2016: “Birdman” sonorizzato dal vivo da Sanchez al Sydney Festival (ph Jamie Williams)
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