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E’ un piovoso e freddo pomeriggio del dicembre 2006 quando su un canale della televisione islandese è in programmazione una trasmissione sugli scacchi. Due grandi maestri si sfidano in diretta con cadenza di 30 minuti a testa.

Ad un certo punto il giocatore con il nero sbaglia e perde la partita. I due avversari cominciano allora ad analizzare la posizione per trovare quale fosse la continuazione corretta. Poco dopo giunge una telefonata allo studio televisivo: un telespettatore, in diretta, spiega al conduttore televisivo: “vorrei segnalare che la continuazione vincente per il nero è la seguente”.

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Fornisce quindi una sequenza di tre mosse assai spettacolari. I due grandi maestri si affrettano a controllare e convengono che il piano corretto è quello proposto dall’arguto telespettatore.

Era Bobby Fischer, il più grande giocatore di scacchi di tutti i tempi.

Robert James “Bobby” Fischer nasce a Chicago il 9 marzo 1943, unico nativo del suo Paese ad aver vinto il titolo di campione del mondo di scacchi.

Conquistò la corona degli scacchi il 1º settembre 1972, battendo il sovietico Boris Spasskij, e la perse per essersi rifiutato di difenderla il 3 aprile 1975.

Nel 1972 la sua stella si accese nel firmamento dei grandi giocatori, con una sfida che sarebbe presto diventata leggendaria: il “match del secolo” di Reykjavik.

Quello che la stampa ribattezzò subito “l’incontro del secolo” tra Spasskij e Fischer si svolse a Reykjavík, in Islanda, da luglio a settembre del 1972.

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All’inizio, dato il suo temperamento volubile e stravagante e le molte richieste che pose agli organizzatori, sembrò improbabile che Fischer si presentasse, ma all’ultimo minuto decise di partecipare.

La leggenda vuole che in questo che fu il momento più acuto della costante lotta con gli organizzatori, Fischer ricevette, quando aveva già prenotato il volo per il ritorno negli Stati Uniti, una telefonata dal Segretario di Stato di allora, Henry Kissinger, che lo convinse a proseguire per l’onore del suo Paese.

La prima partita servì solo ad aumentare la tensione che circondava l’incontro. Fischer, che non aveva mai sconfitto Spasskij nei loro pochi incontri precedenti, sembrò avere partita facile con i pezzi neri, ma, a sorpresa, commise un errore madornale, del tipo che non si vede facilmente in una partita tra grandi maestri. A seguito della sua sconfitta Fischer fece ulteriori richieste agli organizzatori, e quando queste non vennero soddisfatte si rifiutò di presentarsi, dando la vittoria a tavolino a Spasskij.

Sembrò che Fischer stesse per scomparire. Storia o mito, fu proprio in questa fase che si raccontò dell’intervento del Segretario di stato americano Kissinger. Fischer giocò e vinse la terza partita, dopodiché non si voltò più indietro e ottenne una vittoria inequivocabile su Spasskij. La vittoria di Fischer fu considerata anche una specie di vittoria propagandistica per gli Stati Uniti del periodo della Guerra Fredda, confermante che il più forte giocatore del mondo, in uno sport dominato dai sovietici fin dalla fine della Seconda guerra mondiale, era ora un americano.

Bobby Fischer, America?s 28-year-old chess grandmaster, is preparing for the most important event to far in his deadly serious playing life shown August 26, 1971: a single-handed, pawn-to-pawn confrontation with the entire Russian chess establishment, for the world championship in chess. If the Brooklyn born Fischer wins, he?ll be the first American ever to hold the official title, and the first non-Russian victor in 25 years. (AP Photo)

La vittoria del titolo portò a Fischer e agli scacchi una pubblicità incredibile negli USA. Il pubblico statunitense impazzì per la sfida Fischer-Spasskij. Fischer divenne una celebrità il cui nome era conosciuto da persone che nulla sapevano di scacchi.

Nel 1975 giunse il momento in cui Fischer dovette difendere il titolo contro Anatolij Karpov. Fischer non aveva giocato una sola partita ufficiale da quando aveva vinto il titolo e stese delle condizioni vincolanti per il match. La Federazione Internazionale non accettò però tutte le sue richieste. Fischer rinunciò al titolo e Karpov divenne campione per abbandono dell’avversario.

A questo punto Fischer scomparve e non giocò a scacchi in pubblico per quasi venti anni.

Riemerse dall’isolamento per sfidare Spasskij per “La rivincita del XX secolo” nel 1992, dopo vent’anni di assenza dalle competizioni. Questo incontro si svolse a Budva (all’epoca in una Jugoslavia sottoposta a un duro embargo da parte dell’ONU).

Per tutta risposta, Fischer venne incriminato e venne emesso un mandato di cattura per il suo arresto. Da allora non tornò più negli Stati Uniti.

Nel luglio 2004  Fischer venne arrestato a Tokyo: il Governo statunitense non aveva mai perdonato a Fischer l’aver disputato “La rivincita del XX secolo” nel 1992 nell’ex Jugoslavia allora sotto embargo ONU.

BobbyFischer

Splendida la lettera aperta che il suo avversario amico Boris Spasskij, il 10 agosto 2004, scrisse al Presidente degli Stati Uniti in sostegno del suo collega:

“Non voglio difendere o giustificare Bobby Fischer. Lui è fatto così. Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l’errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera.”

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