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“La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via.”

Guido Quarzo

Esiste un bosco a Torino,  capace di rompere gli schemi e affascinare i viandanti  coi suoi giochi di luci ed ombre. Un luogo di parole, simboli e colori, che di notte illumina il viso estasiato dei sui avventori. Un bosco…”artistico”

Forse è proprio così che un qualunque abitante della città descriverebbe Torino nel periodo che va da fine ottobre a più o meno metà Gennaio: come una foresta pedonale di luci.

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Luci che nella giornata di ieri, martedì 29 ottobre, si sono finalmente accese. Un evento che ogni Torinese aspetta con ansia, sin dall’anno 1998, quando le luci d’artista erano ben diverse da quelle che siamo abituati ad ammirare adesso. Storia vuole che in quell’anno infatti alcuni commercianti chiesero al Comune di farsi carico di una parte delle spese per le luminarie. L’allora assessore alla promozione della città, Fiorenzo Alfieri, trovò la soluzione: perché non creare addobbi artistici e riutilizzabili negli anni? Il primo esperimento fu un presepe, precisamente quello di Emanuele Luzzati, che venne esposto nei giardini davanti a Porta Nuova e che si trasformò in un immediato successo. L’idea tanto semplice quanto geniale generò un tale entusiasmo che venne replicata  negli anni successivi con nuove opere e il coinvolgimento di più artisti, fino ad arrivare alle installazioni che da vent’anni a questa parte sono ormai simbolo della città di Torino.

E queste piccole opere d’arte sono tutt’intorno a noi: le troviamo in pieno centro, dove a regnare è il tappeto volante di Daniel Buren in Piazza Palazzo di città, sul Monte dei Cappuccini, dove risplendono le luci dei Piccoli Spiriti Blu di Rebecca Horn e nelle zone più periferiche della città, dove nel quasi totale silenzio si può godere della loro vista (ad esempio Ice Cream Light di Vanessa Safavi in Piazza Livio Bianco e My Noon di Tobias Rehberger in via Gianelli a Mirafiori, o ancora Vele di Natale di Vasco Are in Piazzale Foroni a Barriera di Milano).

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E da quest’anno Torino da il benvenuto ad un nuovo piccolo capolavoro, ricco di fascino e mistero: Miracola.

A cura di Roberto Cuoghi, l’opera dedicata al 500esimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, la fa ora da padrone in Piazza San Carlo e l’effetto, credetemi, è alquanto… singolare!

Cuoghi parte nel suo viaggio artistico da una intuizione: “In un mondo dalle tante luci accese, probabilmente Leonardo non avrebbe acceso altre luci”.

L’installazione artistica coinvolge cittadini e turisti in un’atmosfera carica di  tensione ed aspettativa. Emozioni contrastanti, così come l’anima dell’opera stessa: si tratta infatti di una coreografia luminosa che immerge la piazza in attimi di oscurità, per poi tornare a farla risplendere dopo qualche secondo, in tutta la sua bellezza. Un’esperienza di pura sinestesia, che rende sicuramente omaggio all’artista a cui l’opera è ispirata e alle sue teorie sul rapporto dicotomico tra luci ed ombre, racchiuse nel suo celeberrimo “Trattato della Pittura”.

Perciò, se mai dovesse trovarvi a Torino  in una di quelle fredde serate d’inverno, sappiate che ovunque andrete, qui ci sarà un bosco fatto di piccole grandi luci pronto a scaldarvi.

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