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Immagini famose della storia dell’arte per le strade della città, inserite nel contesto urbano. La brillante idea è di Michi Galli, giovane studente e fotografo, che ha realizzato una serie di frame per il progetto «ArTorin» sviluppato su Instagram e Facebook.

Alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, i due protagonisti del «bacio» di Francesco Hayez davanti a un treno regionale.

Ma Michi Galli forse, per il celebre quadro di Hayez si ispira ad un “pettegolezzo artistico” che vorrebbe una delle opere dell’artista milanese, proprio a Torino.

Tutto deriva dalle tante versioni del Bacio di Hayez (più una).

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La prima versione (l’originale, se preferiamo) è il dipinto che oggi si trova alla Pinacoteca di Brera. Fu eseguito nel 1859 per un nobile, il conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto.
Fu esposto per la prima volta in una rassegna che inaugurava all’Accademia di Brera (siamo sempre a Milano) il 9 settembre 1859, tre mesi dopo l’ingresso di Vittorio Emanuele II in città durante la seconda guerra d’indipendenza.
E forse il successo del quadro si lega al messaggio di assoluta contrapposizione, una netta distinzione legata al suo porsi fuori dalle convenzioni.

Fin dal 1859 il successo dell’opera fu tale che ad Hayez ne furono richieste fin da subito diverse repliche.
Una prima copia, del 1861, conservata in una collezione privata e facilmente riconoscibile perché la ragazza indossa un abito bianco, è firmata e datata.
Una terza versione, che si distingue ulteriormente dalle altre due per alcuni particolari, fu dipinta nel 1867 per essere mostrata all’Esposizione Universale di Parigi di quell’anno.

Di un’altra, appartenuta ad un’amante di Hayez, si sarebbero perse le tracce, mentre di un’ulteriore versione del 1859, di dimensioni ridotte rispetto alle altre, le poche notizie indicherebbero che l’opera si troverebbe proprio a Torino.
Accanto a queste versioni, tutte a olio su tela, ne esisterebbero tuttavia altre realizzate ad acquerello: una di queste fa parte della collezione della Pinacoteca Ambrosiana.
Ma non è possibile chiudere questa panoramica sul “Bacio”, senza raccontare una curiosità.

Alla Pinacoteca di Brera è esposto un quadro di Gerolamo Induno, “Triste presentimento” (1862), rafigurazione della storia di una giovane e del suo amore lontano, foto perfetta di un periodo, della stanza di una casa dell’epoca.
Ma in quella stanza, appesa alla parete, troviamo un’altra copia del nostro.
Ma allora, quante sono le copie del Bacio?

Nell’immagine:

In alto a sx Bacio di Hayez (1859)
In alto a dx Bacio di Hayez (1861)
In basso a sx Bacio di Hayez (1867)
In basso a dx Gerolamo Induno, “Triste presentimento”

#ArTorin #Hayez #PinacotecaBrera #PinacotecaAmbrosiana

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