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di Fabiola Fornaro, a cura di Mario Antonaci

11 Settembre 2019, circolo del design a Palazzo Costa Carrù della Trinità. Da giorni segnata sul calendario la data.

Al Circolo dei Lettori un ospite del tutto eccezionale: Alberto Quercetti.

Ad alcuni di voi suonerà familiare questo nome, soprattutto se siete della generazione dove il Cavallo Galoppa e il Missile Tor facevano parte della lettera da spedire a Babbo Natale, praticamente ogni anno. Perché parlare di design tirando in ballo balocchi per bambini, vi starete chiedendo. Beh, la risposta è molto semplice e viene direttamente dalle parole di Alberto Quercetti, figlio di Alessandro, fondatore dell’omonima azienda. In una sala gremita di pubblico, Alberto, ha lasciato a bocca aperta, con il racconto di una vita passata a produrre e progettare in casa, giocattoli che avrebbero cambiato radicalmente l’idea di prodotto ludico/educativo a partire dagli anni ’50 fino ad arrivare ai giorni nostri.

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E il suo racconto parallelamente ci dipinge una Torino tanto diversa da oggi, con dentro il germe della creatività.

 “L’azienda nasce nel 1950 in una Torino molto diversa da quella a cui siamo abituati oggi, con un’idea di prodotti radicalmente differente.” – ha esordito Quercetti – Erano anni forse più facili, perché il mercato a quel tempo non possedeva lo stesso numero di offerte che possiede ora. Ricordo ancora quando i giocattoli venivano fatti col legno, assemblati dai carcerati o meglio ancora,le famiglie più abbienti, riuscivano a permettersi quelli di latta.”.

Arriva poi la svolta nel mondo dei giocattoli, per quanto riguarda il design: “con la plastica”.

Introdotta verso la metà degli anni ’30 in questo settore, la prima persona che pensò di farne uso fu “un certo Hilary Fisher Page”- come direbbe Alberto – pedagogo con la passione per i giochi educativi,  inventore del Self-Locking Building Bricks, il predecessore dei mattoncini Lego. Ecco che da quel momento si scatenò la rivoluzione. Papà Quercetti non perse tempo e, grazie al suo intuito e all’aiuto della sua famiglia, sbancò il mercato con uno dei prodotti resi celebri in tutto il mondo, il sogno di ogni bambino: il Cavallo Galoppa. Pensate, un destriero in plastica dal motore a molla, disegnato da uno dei più grandi scultori del ‘900, Giovanni Taverna.

galoppa

”Sin dall’inizio papà ha cercato qualità ed innovazione. Questi sono gli albori dell’attività.”  ha esclamato Alberto, due principi per nulla banali, se consideriamo l’epoca storica in cui si stavano svolgendo gli eventi

C’è da dire che se i principi adottati dall’azienda vennero considerati estremamente all’avanguardia, fu anche grazie alla genialità di Alessandro Quercetti che, con il suo passato da pilota di caccia durante la seconda guerra mondiale e la sua passione per tutto ciò che avesse le ali, riuscì a rendere il design non solo “oggettivamente piacevole alla vista”,  ma anche funzionale e desiderabile. Il missile Tor? Ebbene la storia alle sue spalle ha qualcosa di emozionante, in quanto il prodotto prese ispirazione dai missili lanciati dai Russi, che privi di un mezzo di recupero andavano persi, bruciati durante il rientro.

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E così alla fine degli anni ’50 nasceva un missile che sfruttava il meccanismo di lancio con la fionda ad elastico, capace di raggiungere i cento metri di altezza. Alessandro applicò per la prima volta ad un giocattolo i principi dell’aerodinamica, inventando un meccanismo di apertura ritardata che consentiva il rilascio del paracadute per il rientro a terra senza danni dell’intero missile. Uno schiaffo morale per gli scienziati Russi, impegnati a calcolare rotte e traiettorie e “scavalcati” da un “trastullo” per bambini.

Dall’unione di elementi quali modernità, qualità, ricerca ed innovazione, nasceva così un’azienda che ancora oggi si fa spazio nel mercato nazionale e internazionale ed offre stimoli non solo per i più piccini, ma anche per quelli un po’ più grandicelli, come noi.

“To Design” in inglese significa “disegnare, progettare, creare” e la famiglia Quercetti l’aveva capito prima di tutti, quando le ricerche di mercato avvenivano in casa, facendo giocare i 3 figli maschi e si andava in giro bottega per bottega a vendere il proprio prodotto. “Non è un mondo semplice – ha concluso Alberto – Ai giorni nostri immaginate un mercato con miliardi di prodotti, tutti hanno fatto tutto, hanno tutti reinventato  il chiodino o il cavallino . La cosa davvero  interessante è riuscire a cogliere le opportunità e cercare una via attraverso l’autenticità non l’originalità. Cercate di essere autentici, non originali.”

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