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Racconta la leggenda che nei giorni di vento, quando i marosi si levano alti e gonfi può accadere che una violenta folata s’impadronisca della cresta di un’onda, la stacchi dalla scura massa e la lanci nel cielo trasformandola in un pizzo di schiuma.

E’ un grande regalo quello della Galleria Elena Salamon a Torino.

Fino al 22 giugno alcune opere dei grandi Maestri giapponesi dell’ukiyo-e, selezionati in una preziosa ed eterogenea raccolta, in mostra nella galleria.

“La grande onda” di Kanagawa può essere considerata l’immagine iconica della moderna contrapposizione tra forza della natura e fragilità dell’uomo.
E’ una xilografia del pittore giapponese Hokusai (1760-1849), pubblicata la prima volta tra il 1830 e il 1831.

Hokusai, Trentasei vedute del Fuji, Le Gru, 1830
Hokusai, Trentasei vedute del Fuji, Le Gru, 1830

Il capolavoro di Hokusai probabilmente è l’opera d’arte orientale più famosa nel mondo.
Raffigura un’onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare al largo di una zona corrispondente alla prefettura di Kanagawa. Come in tutte le altre rappresentazioni di questa serie, sullo sfondo compare il Monte Fuji.

L’autentico valore artistico dell’opera risiede nel modo straordinario in cui l’artista suggerisce l’atmosfera di purezza e tranquillità del primo mat­tino, mentre l’alba di un giorno sereno placidamente si diffonde sulla terra.

Dal momento che la serie si dimostrò un successo sin dal primo momento della sua pubblicazione, la stampa delle copie continuò fino a quando i blocchi non iniziarono a mostrare notevole usura. È probabile che i blocchi originali permisero di stampare circa 5000 copie. Il prezzo di ognuna era paragonabile ad una doppia porzione di noodles).

Hiroshige Kuwana, 1855
Hiroshige Kuwana, 1855

In generale, le xilografie dei tre maestri, Katsushika Hokusai (1760-1849), Utagawa Hiroshige (1797-1858) e Kitagawa Utamaro (1753-1806) presentano gli stessi soggetti ricorrenti.

Alle Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai (1830-32 circa) seguirono, a distanza di quasi vent’anni, anche Trentasei vedute del monte Fuji di Hiroshige (1852-58) e come queste ultime comprendano vedute simili che in qualche modo citano il maestro Hokusai (ad esempio proponendo la “Grande onda” con una simile inquadratura ma meno irruenta e drammatica).

Gli uomini e gli animali, gli umili testimoni dell’esistenza quotidiana, la leggenda e la storia, le solennità mondane e i mestieri, tutti i paesaggi, il mare, la montagna, la foresta, il temporale, le tiepide piogge delle primavere solitarie, l’alacre vento agli angoli delle strade, la tramontana sull’aperta campagna, i volti delicati delle donne. Tutto questo, più il mondo dei sogni e il mondo del meraviglioso, sono i soggetti prediletti dei tre artisti per eccellenza del “Mondo Fluttuante” (l’ukiyoe): Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

Tra le opere in mostra spiccano Le gru sotto il Fuji, superba prova, perfettamente conservata nei toni del verde e del blu. Il grande cedro anch’essa contraddistinta da splendidi colori, in cui Hokusai inserisce due elementi attinti dalla tradizione occidentale: il senso della prospettiva data dal gigantesco pino in primo piano e dal Fuji in lontananza, e la configurazione delle nuvole. Nella rassegna vengono presentate anche alcune delle più belle tavole delle Cento vedute del Fuji e l’opera completa dei suoi celeberrimi Manga.

Utamaro La tessitura, 1800
Utamaro La tessitura, 1800

Hokusai Hiroshige Utamaro – I Maestri del mondo fluttuante

8 maggio – 22 giugno 2019

Elena Salamon – Arte Moderna

Via Torquato Tasso, 11 (Piazzetta IV Marzo) 10122 Torino

tel. 011 7652619 – 339 8447653

Orari: Martedì, Mercoledì e Venerdì: 15.00 – 19.00

Giovedì e Sabato: 10.30 – 19.00

Domenica e Lunedì chiuso.

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