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A margine di una splendida Performance Live, presso le Cantine Travaglini di Gattinara, in occasione del 48mo anniversario della nascita della splendida bottiglia di cui avevamo raccontato (link), abbiamo avuto modo di scambiare qualche battuta con il grande fotografo Maurizio Galimberti. Discutendo della sua performance live appena conclusa, è stato interessante ragionare in merito al tempo come variazione artistica, come ritmo musicale di una composizione d’arte.
E lo stesso Galimberti ha definito il tempo, come variabile influente nel suo lavoro partendo dallo strabiliante caso delle “Variazioni Goldberg” di Bach nelle incisioni registrate da Glenn Gould.
Ma chi era Gould, perchè la sua carriera si legò indissolubilmente alle Variazioni Goldberg?

Glenn-Gould-Source-Unknown

Glenn Gould è stato un pianista, compositore, clavicembalista ed organista canadese. Eccezionale per tecnica e sensibilità, è ricordato soprattutto per le sue registrazioni di musiche di Bach, ma anche di Beethoven, Mozart e del repertorio pianistico del XX secolo.

Curioso, ma vero: un’incisione di Gould del Preludio e Fuga in Do, n. 1 venne indicata dalla NASA come una delle più grandi conquiste dell’umanità. La registrazione fu incisa sul Voyager Golden Record, un disco di rame placcato d’oro di 12 pollici con suoni e immagini scelti per descrivere la varietà di vita e cultura sulla Terra. Il disco è collocato sulla navicella Voyager 1, che ora sta procedendo nello spazio interstellare ed è l’oggetto prodotto dall’uomo più distante dalla Terra.

Voyager-Golden-Record

Veniamo allora alle Variazioni Goldberg di Bach.

Una serie di trenta variazioni su un tema, o meglio su un’aria.

Nel 1955 il giovane Glenn Gould registrò una splendida performance live della composizione nei Columbia 30th Street Studio (per intenderci la sala di registrazione di The Wall dei Pink Floyd e di West Side Story di Leonard Bernstein).

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Ci si accorse qualche giorno dopo quel che era accaduto in quello studio. Le Variazioni Goldberg batterono tutti i record di vendita, lasciando al secondo posto anche un’incisione di Louis Armstrong.

Quel ventiduenne senza regole e incapace di formalità, aveva stravolto i codici di lettura delle Variazioni.
Gould ebbe bisogno di 38 minuti e 27 secondi per eseguire le Goldberg. La mitica clavicembalista Wanda Landowska,  ne usò 49 abbondanti.

Le Variazioni, Gould continuò a studiarle, a esse pose domande e in esse cercò risposte.

글렌 굴드

E nel 1981 rientro nei Columbia Studios e le re-incise.
Capì che tra una variazione e l’altra occorreva silenzio, spazio, sublime rabbia.

E i tecnici chiuse le operazioni di registrazione si accorsero che Gould aveva impiegato 51 minuti e 15 secondi: 13 minuti in più.

Aveva probabilmente reinterpretato l’enigmatica composizione di Bach, stravolgendone nuovamente i canoni.

 

 

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