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Da pochi giorni la collezione della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino ha riunito due dipinti con lo stesso soggetto ed una storia tutta da raccontare.

Pierre Subleyras, pittore di grandissimo talento, fu celebratissimo ai suoi tempi come pittore di storie e come ritrattista.

All’età di ventisette anni, si trasferì a Parigi nel 1726. L’anno seguente si trasferì in Italia, nel 1728, grazie ad una borsa di studio.

Ottenne importanti commissioni per dipinti che inviò in Francia o in altre parti d’Italia, come la grandiosa Cena in casa del Fariseo per i canonici Lateranensi di Asti (1737; oggi al Louvre).

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Sue tele sono oggi esposte anche nella Pinacoteca di Brera.

Il dipinto forse più famoso dell’artista francese è uno dei nudi più belli di tutta la storia dell’arte: il suo “Nudo di donna” (1740 ca.), conservato a Roma (Galleria Nazionale d’Arte Antica). Il soggetto sarebbe secondo alcune fonti la miniatrice Maria Felice Tibaldi, sposata nel 1739, che riprodusse virtuosisticamente molte delle sue opere in formati molto più piccoli.

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Proprio la Tibaldi era allieva di un noto ed importante miniatore, l’abate Giuseppe Felice Ramelli, di origine piemontese, nominato da papa Clemente XI Albani custode dei codici miniati della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Scoperti i tre personaggi di questa storia, andiamo a raccontarla.

Dopo l’acquisto da una collezione privata torinese, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, qualche giorno fa, è entrato a far parte della collezione della Galleria Sabauda il ritratto de L’abate miniatore Felice Ramelli, eseguito intorno al 1735 dal pittore francese Pierre Subleyras.

L’opera, di altissima qualità stilistica, per l’attenzione al dato psicologico, la resa sapiente del bianco luminoso del rocchetto e lo splendido brano di natura morta sopra al tavolino, possiede un senso di verità e naturalezza che ne fanno uno dei più bei ritratti del Settecento europeo.

Maria Felice Tibaldi (o forse lo stesso abate Ramelli), moglie di Subleyras e allieva di Ramelli, ha poi tratto da questa tela una miniatura su porcellana, entrata a far parte di un nucleo di piccoli ritratti donati a partire dal 1737 a re Carlo Emanuele III e conservati nel Gabinetto delle Miniature, al primo piano di Palazzo Reale.

I due dipinti, ora riuniti, si rispecchiano l’uno nell’altro, contribuendo a ricostruire una piccola grande storia che ha per protagonisti i tre personaggi.

Mrt

Assolutamente da vedere!

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