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Incuriosisce la dichiarazione del Responsabile Tecnologie di Facebook Mike Schroepfer, che in occasione del Dublin Web Summit ha annunciato che la compagnia di Menlo Park realizzerà e commercializzerà per i suoi utenti un sistema di teletrasporto entro 10 anni.

Sogno di grandi e piccini, artificio stilistico e meccanismo narrativo di tanti libri e film, d’un tratto sdoganato tecnologicamente da uno dei colossi della comunicazione digitale.

La prima menzione di un sistema di teletrasporto in un’opera di fantascienza risale al racconto The Man Without a Body (1877) di David Page Mitchell, in cui uno scienziato scopre un metodo per disassemblare gli atomi di un gatto e trasmetterli via telegrafo.

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Ma tutti ricordiamo ed associamo il teletrasporto alla popolare saga televisiva e cinematografica Star Trek.

Curioso particolare: a bordo dell’Enterprise il teletrasporto fu introdotto da Gene Roddenberry essenzialmente per motivi di budget: sarebbe stato molto più costoso come effetti speciali mostrare un’astronave che atterra su un pianeta, che fare “materializzare” le persone direttamente.
Ma cosa promette la tecnologia di Facebook?

Kirk, Spock and crew get there fast in Star Trek

Proviamo a capirlo rifacendoci ancora alle spiegazioni del mondo della fantascienza. Il teletrasporto viene immaginato di tre tipi:

  1. Per scomposizione e riassemblaggio: una macchina scompone un corpo o un oggetto ed è capace di ricomporli perfettamente in un altro luogo.
  2. Con portali spazio-temporali, ossia sfruttando dei meccanismi della fisica quantistica per attraversare delle porte che proiettano in altri luoghi o in un altro tempo. Qualcuno pensa che questo meccanismo possa associarsi a quello che in meccanica quantistica viene definito “l’effetto tunnel”
  3. C’è poi un terzo tipo di trasmissione istantanea, che non riguarda la materia ma solo le informazioni, a scopo di telecomunicazione, attraverso dispositivi tecnologici.

Ed è proprio con questo terzo espediente che Facebook immagina di regalarci il teletrasporto, un dispositivo che consenta di essere ovunque si vuole, con chiunque, indipendentemente dai confini geografici.
L’intenzione del Social è quella di sviluppare una tecnologia per la realtà virtuale in grado di ingannare i sensi facendo credere di essere in un luogo in cui in realtà non si è.

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La base su cui verrá sviluppato il progetto prevede un potenziamento di Oculus Rift, il visore per la realtà virtuale creato dalla società Oculus VR acquisita da Facebook l’anno scorso per due miliardi di dollari.

Geniale, vero? Con un capovolgimento in termini, la macchina del teletrasporto, complice l’incredibile sviluppo tecnologico della comunicazione digitale, anzichè proiettarci in altri luoghi, porterà luoghi e persone sino a noi.

Il conto alla rovescia è iniziato!

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