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“Se un essere umano aiuta la farfalla a uscire dal bozzolo, la farfalla non volerà mai. Solo trovando la forza di liberarsi dall’ultimo legame, questo delicato essere, con un corpo talmente leggero e fragile che il respiro sembra spezzarlo, può volare bello e libero.”

(Julia Butterfly Hill)

 

Quando qualche settimana fa ho avuto il piacere di incontrare Fabrizio Fragomeli, un giovane architetto torinese, sono stati sufficienti pochi istanti per poter capire che la chiacchierata non sarebbe stata una lunga elencazione di lavori, tecniche costruttive e nomi di architetti, ma un qualcosa di molto differente.

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Avevamo deciso di prendere insieme un caffè, ci siamo ritrovati a parlare per un paio d’ore di tantissimi argomenti, ma soprattutto di un mondo nuovo, differente dal passato, ricco di incognite, sempre più legato alle tradizioni locali, pur globalizzato e multiculturale.

“Dobbiamo abituarci a vivere con la complessità dentro”

mi ha detto Fabrizio ad un certo punto, lanciando il guanto di sfida. Centrando il problema, fissando il nuovo obiettivo.

Ha iniziato la sua attività nel 2008, meno di dieci anni fa, progettando e realizzando ville e appartamenti, come tantissimi suoi colleghi.

Perseguendo l’idea di una progettazione sempre legata al territorio, alle tradizioni ed alle culture in cui si inseriscono le sue creazioni, ha presto iniziato a lavorare con il suo staff a progetti in cui fondamento principe è la simbologia legata al contesto in cui opera.

Fabrizio punta forte sull’innovazione e grazie ad un concorso di idee brillantemente affrontato a Parigi, con una proposta architettonica fortemente legata ai significati simbolici, arriva la possibilità di presentare uno studio che ha entusiasmato i potenziali committenti (orientali) per l’approccio complessivo del lavoro.

“Sky Flower”, questo il nome, è un grattacielo ricco di soluzioni architettoniche e strutturali, figlio del design e della tecnologia Made in Italy, che potrebbe vedere la luce all’interno del Parco delle Eccellenze italiane a Hangzhou.

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Sky Flower è un grattacielo energeticamente autosufficiente, nel solco delle strutture di ultima generazione, dotato di soluzioni ecosostenibili e di grande eleganza tecnologica. Fra tutte spicca il sistema di rigenerazione ARIA 3, brevetto di Angelica Morra e Monica Novara, associate dello Studio Fragomeli e dal Politecnico di Torino, che migliora la qualità dell’aria grazie un sistema di ricircolo continuo che permette di abbattere le polveri sottili e la CO2 utilizzando piante e vegetazione che sono parte integrante della struttura.

Una collaborazione lanciata nel 2016 tra Confimprese Nord Ovest e la municipalità di Hangzhou, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Piemonte, ha permesso di ottenere la commessa per la progettazione di un’architettura sostenibile che coniuga ispirazione artistica e innovazione tecnologica, in occasione del China International Garden Expo, organizzato dal Ministero delle Housing and Urban-Sviluppo rurale e del governo locale della Cina.

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Si tratta della più grande e importante fiera di architettura del paesaggio, fiori e piante della Cina, che si terrà nell’area congressuale dell’Aeroporto Internazionale di Zhengzhou, a partire da settembre 2017 e fino a maggio 2018, un importante consesso in cui si confronteranno realtà scientifiche e tecnologiche che come tessere di un grande puzzle saranno impegnate nei prossimi anni nella realizzazione di un futuro dell’ambiente sostenibile.

Lo studio Fragomeli & Partners da dicembre del 2016 è impegnato nella realizzazione del Padiglione Italia del Garden Expo: una struttura suddivisa in macro aree tematiche dedicate alle aziende e alle istituzioni che si alterneranno raccontando il know how italiano.

La costruzione rappresenta una farfalla, simbolo di leggerezza e natura mutevole: sostanzialmente un segno di trasformazione e di rinascita.

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Le ali, che nella farfalla sono una fantasia di colori sgargianti, nella struttura di Fragomeli vengono trasformate in un giardino sospeso, dove prenderanno posto molte delle coltivazioni del territorio nostrano: dai prodotti dell’orto ai più svariati frutti come la vite, le fragole, le mele, testimoni con il passare dei mesi, della naturale mutazione.

In bocca al lupo Fabrizio!

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