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Quando Alfredo (Dino) nacque, il suo destino era quasi certo. Sarebbe stato difficile deviare dal percorso che suo padre Enzo aveva immaginato per lui, ma riuscì comunque a fuggire dalla grande ombra del maestro dei motori V12 per dare il suo nome ad una lunga serie di motori e macchine che insieme alla Fiat cambiò la storia automobilistica Ferrari. Durante la prima metà degli anni 50, prima di ammalarsi, Dino lavorò insieme ad altri ingeneri Ferrari (come Aurelio Lampredi) sui motori V6. Ammalatosi nel 1955 morì nel giugno 1956 a solo 24 anni. Enzo, disperato, decise di nominare “Dino” ogni motore V6 prodotto dalla Ferrari.

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La Ferrari 246  Dino venne presentata al Salone di Torino nel 1969 principalmente per competere con la Porsche 911.

Il nome Dino fu un omaggio allo scomparso figlio di Enzo Ferrari mentre la sigla 246 indicava la cilindrata di 2,4 litri ed il numero di cilindri 6 con disposizione a V. Questa denominazione, ereditata dalla precedente 206, venne ripresa anche dalle successive 208 e 308 GT4.

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La Dino 246 venne prodotta in diverse versioni sia coupè (GT) che spider (GTS) tra il 1969 e il 1973.

La carrozzeria fu ideata dal designer della Pininfarina Aldo Brovarone ed il motore era derivato dall’ultimo propulsore sportivo progettato da Alfredo Ferrari, scomparso nel 1956. Si trattava di un V6 di 65° trasversale, primo motore di questo tipo montato su un veicolo della casa di Maranello che aveva, fino ad allora, sempre preferito propulsori a 12 cilindri.

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Il motore Dino V6 a 65° non equipaggiava solo la Dino 246 GT ma anche altre 3 auto molto famose del periodo, la Lancia Stratos e la Fiat Dino Coupè di Bertone e la Fiat Dino Spider di Pininfarina. Questo perché nel 1967 la FIA impose di usare per la F2 un motore di serie che fosse stato prodotto in almeno 500 esemplari, per raggiungere tali cifre produttive, impensabili per la Ferrari, Enzo Ferrari sottoscrisse un accordo con Gianni Agnelli e la FIAT. Fu così che nacquero le Fiat Dino coupé di Bertone e spider di Pininfarina. La Lancia riuscì ad utilizzare il motore Dino sulla Stratos in cambio della partecipazione di Sandro Munari alla Targa Florio del 1972 per la Ferrari.

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