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Ebbe tutto inizio quando il geniale imprenditore milanese Davide Campari, alla metà degli anni ’20 del secolo scorso, decise di affidare al grande artista Fortunato Depero, uno dei papà del manifesto futurista, la realizzazione di illustrazioni che rendessero più facile ed immediata la rappresentazione dei prodotti per il pubblico. Nel 1926 Campari aveva deciso di cambiare la politica aziendale concentrando la produzione sulle bevande più conosciute, l’aperitivo Campari e il Cordial Campari. Proprio in quegli anni iniziava un sodalizio artistico, un percorso, che nel 1932 avrebbe fatto nascere la bottiglia del prodotto monodose Camparisoda, la forma conica, il calice rovesciato che avrebbe definitivamente modificato il mondo della pubblicità italiana.

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Bottiglia CampariSoda

Un momento topico della collaborazione tra Campari e Depero si ebbe con il Numero Unico Futurista Campari del 1931 che aprì le porte a nuove iniziative mirate alla realizzazione di prodotti d’arte di pari passo alle esigenze pubblicitarie.

La Campari promuove così campagne pubblicitarie moderne per una comunicazione efficace e d’effetto, che diverranno modello per la nuova industria dell’advertising, ispirandosi ai i movimenti artistici emergenti dell’epoca.

Incarica artisti come Cappiello, Depero, Dudovich, Ginopico, Grego, Metlicovitz, Mora, Munari, Negrin, Nizzoli, Sacchetti e altri che si cimentano con il colore rosso del Campari o il giallo del Cordial.

Tra gli anni ’30 e ’60 il marchio Campari segue i ciclisti che stanno costruendo la leggenda del ciclismo italiano e internazionale: Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul, Magni.

GP 2° DCM 1956 LUGANO ALDO MOSER PARTENZA © Courtesy Galleria Campari

GP 2° DCM 1956 LUGANO ALDO MOSER PARTENZA © Courtesy Galleria Campari

Non un semplice sponsor delle manifestazioni, ma un vero partner delle loro grandi imprese.

Nel maggio di quest’anno, in occasione dei 100 anni del Giro d’Italia, la Campari lancia “Bike Passion. Dagli Album Campari una storia a due ruote”, un progetto espositivo che racconta la duplice vitalità di Campari, realtà con una grande storia che si muove da sempre all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione.

Luogo principe della narrazione è la Galleria Campari, un moderno edificio rosso (rosso che ricorda il colore della famosa bevanda) progettato da Mario Botta a Sesto San Giovanni, intorno alla palazzina liberty che nel 1904 fu il primo stabilimento di Davide Campari.

Nei prossimi giorni, dal 7 dicembre al 18 febbraio, la mostra approda al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure.

Inaugurato nel 2003, il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure è  considerato il più grande omaggio alla storia della bicicletta e del ciclismo, un percorso di oltre 3000 mq che ricorda i “Campionissimi” Fausto Coppi e Costante Girandengo e racconta attraverso le storie dei grandi delle due ruote una passione senza limiti e senza tempo.

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Museo dei Campionissimi – Passerella Centrale

La “bicicletta” raccontata in questa mostra rappresenta un pezzo di storia del Paese e ben si inserisce in un luogo come il Museo dei Campionissimi in cui le “due ruote” sono elevate a monumento di fede sportiva e a rappresentazione della creatività e dell’ingegno italiani. Tale universo si sposa con l’arte e il design, coniugando la dimensione sportiva e di mezzo di locomozione, con il suo immaginario di forma, pensiero e sogno.

Il percorso espostivo prende avvio da una trentina di fotografie d’epoca custodite negli album degli Archivi Campari.

Alle fotografie d’epoca, si affiancano le grafiche pubblicitarie originali, firmate da Franz Marangolo e da altri autori degli anni Cinquanta e Sessanta, che propongono una storia fatta di brillanti intuizioni e di strategie comunicative d’avanguardia.

BOZZETTO MARANGOLO © Courtesy Galleria Campari

BOZZETTO MARANGOLO © Courtesy Galleria Campari

Alcune tavole originali di Ugo Mochi esponente dell’arte delle Shadows in Outline illustrano l’evoluzione del mezzo di trasporto più innovativo e popolare del Novecento.

Un esemplare storico della collezione  del Museo permette  l’immersione nella dimensione pionieristica della “due ruote”, ritornando al periodo in cui non era ancora un mezzo di trasporto di massa.

Nove biciclette d’artista, della collezione di Antonio Colombo, collezionista d’arte e Presidente di Cinelli, firmate da designer di fama internazionale: Alchymia, Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Barnaba Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee, Alessandro Mendini, raccontano l’evoluzione del concetto di design applicato alla bicicletta.

Bike Passion _ Supercorsa Pista Barry McGee ©Francesco Radino

Bike Passion _ Supercorsa Pista Barry McGee ©Francesco Radino – Courtesy Cinelli

Curiosità: nel Museo si è da poco conclusa la mostra Storie di Bici e Dintorni, realizzata dal Distretto del Novese, rete territoriale di promozione turistica del Basso Piemonte, che ha raccontato i 200 anni della bicicletta e le gesta di 4 grandi campioni intrecciando la narrazione ad un’altra grande realtà dell’alessandrino, il Brand internazionale Borsalino, discendente di 160 anni di tradizione e creatività.

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Museo dei Campionissimi – Mostra Storie di Bici e Dintorni – Courtesy Distretto del Novese

“Bike Passion. Dagli Album Campari una storia a due ruote.”

7 dicembre 2017 – 18 febbraio 2018

Vernissage: 7 dicembre, ore 18

Museo dei Campionissimi

Viale dei Campionissimi, 2

Novi Ligure (AL)

 

Orari di Apertura mostra

Venerdì: 15-19

Sabato-Domenica e Festivi: 10-19

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