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Il grande classico giallo La donna della domenica di Fruttero & Lucentini ambienta la scena iniziale nella sala principale di uno storico Caffè di Torino.

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Il Caffè Baratti & Milano è uno dei locali storici più antichi e prestigiosi di Torino, situato nella centralissima piazza Castello e adiacente alla Galleria Subalpina fin dal 1875.

Ma la sua lunga storia è stata ricca di episodi e di “chicche”. Ve ne raccontiamo qualcuna.

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Caffè Baratti & Milano – Torino. Foto di Fabio Darò

Il nome innanzitutto. Il locale deve il suo nome a due confettieri canavesani: Ferdinando Baratti e Edoardo Milano, che, arrivati a Torino a metà ‘800, aprirono un laboratorio di confetteria e pasticceria in via Dora Grossa 43 (l’attuale via Garibaldi).

In breve il laboratorio si affermò iniziando a percorrere la parabola che lo avrebbe visto diventare uno dei marchi più rinomati dell’industria dolciaria piemontese e italiana.

Ferdinando Baratti fu proprio il creatore del famoso cremino divenuto poi con il gianduiotto uno dei grandi classici fra i cioccolatini italiani.

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Cremini Baratti & Milano

Sull’onda del successo, nel 1875 la Baratti & Milano decise di trasferirsi in centro, presso i locali nella nuovissima Galleria Subalpina, appena inaugurata.

Il locale divenne presto ambìto luogo di ritrovo della borghesia e di intellettuali come D’Azeglio, Giolitti ed Einaudi e l’azienda ottenne la qualifica di “Azienda fornitrice ufficiale della Real Casa”.

Diversi i restauri subiti dal locale: il primo ad inizio ‘900 (nell’assetto che ancora oggi conserva), poi ancora dopo la seconda guerra mondiale, per riparare i gravi danni dovuti ai bombardamenti, infine, l’ultimo restauro conservativo conclusosi nel 2004, dopo l’acquisizione del locale e del marchio delle celebri caramelle Barattine da parte del gruppo Novi-Elah-Dufour.

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