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C’è una melodia che da sempre accompagna i festeggiamenti per il nuovo anno in tutto il mondo.

Auld Lang Syne è una ballata tradizionale scozzese, il cui testo venne pubblicato nel 1792 da Robert Burns, poeta nazionale scozzese nella Select Collection of Original Scottish Airs, un libro che raccoglieva circa 100 ballate scozzesi da lui trascritte e rielaborate. Sosteneva di aver ascoltato la canzone, fino a quel momento tramandata solo oralmente, da un anziano cantore. In una lettera inviata allo Scots Musical Museum la definì infatti «una canzone dei tempi antichi, mai stampata né pubblicata prima, che io stesso trascrissi dalle parole di un vecchio».

Nasceva proprio tra quelle pagine quello che oggi in molti paesi viene chiamato il Valzer delle Candele.

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Qualcuno ricorda la musica per la scena finale di “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, altri per le innumerevoli versioni cantate dai big della musica: da quella ormai classica dell’orchestra di Guy Lombardo, che contribuì a rendere popolare il pezzo in America eseguendola a Capodanno, a partire dal 1929 e per più di 30 anni, nel corso di una popolarissima trasmissione radiofonica e televisiva, fino a quella psichedelica di Jimi Hendrix.

E tante altre splendide versioni furono realizzate da Louis Armstrong, Frank Sinatra, i Platters, i Beach Boys, Bruce Springsteen, Elvis Presley, Billy Joel, Susan Boyle, Mariah Carey, Lea Michele, Rod Stewart, John McDermott, James Taylor e tanti tanti altri.

Qui sotto la versione natalizia eseguita da Rod Stewart nel corso di un suggestivo concerto del 2012 nelle sale del Castello di Stirling (Scozia).

Quella che forse non molti conoscono è la storia della melodia.

Le note di questa struggente melodia vengono attribuite ad un liutaio piemontese, Davide Rizzio da Pancalieri, che nel ‘500, dopo mille peregrinazioni, per le corti dei Savoia, poi a Nizza, arrivò alla corte di Maria Stuarda, regina di Scozia, diventandone dapprima un menestrello e successivamente segretario privato e, secondo alcuni storici, amante.

Il casuale ritrovamento, a Pinerolo, di una moneta scozzese d’argento da 12 shillings con ritratto di Giacomo VI Stuart, inglobata in un blocco d’argilla assieme a quattro monetine sabaude di Carlo Emanuele I, ripropone uno tra i più discussi enigmi storici della seconda metà del XVI secolo.

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La sua ambizione e la sua forte influenza politica, il suo essere straniero e cattolico romano, e il sospetto che fosse l’amante della regina gli provocarono invidie di parte della corte e l’ostilità del marito della regina Enrico Stuart, Lord Darnley.

La sera 9 marzo del 1566 alcuni nobili protestanti, con l’assenso di Enrico Stuart, penetrarono nel palazzo reale di Holyrood Palace ad Edimburgo e chiesero la consegna di Rizzio. Al rifiuto della regina, Rizzio venne ucciso davanti ad essa che tentò inutilmente di salvargli la vita.

Un quadro del 1833 di Sir William Allan, conservato nella National Galleries of Scotland di Edimburgo, racconta la terribile scena.

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Secondo lo scrittore Eric Frattini, Davide Rizzio, assieme al fratello Giuseppe, fu una spia del Papa, “infiltrato al seguito dell’ambasciatore di Savoia” presso la corte di Maria Stuarda, con il compito di combattere la riforma anglicana e difendere il cattolicesimo e i suoi rappresentanti.

Probabilmente il povero menestrello fu semplicemente vittima di un meccanismo di potere molto più grande di lui e pagò con la vita la vicinanza alla figura mitica di Maria Stuart.

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Una stranissima contaminazione che alcuni secoli dopo ha permesso che questa melodia si diffondesse in tutto il mondo, addirittura diventando l’Aegukga (il canto di amore per la patria) della Corea, introdotto dai Missionari occidentali. Il Governo provvisorio della Repubblica di Corea, a Shanghai, in Cina, lo adottò come inno nazionale. Durante la colonizzazione giapponese (1910-1945), questo canto venne proibito, ma i coreani continuarono a cantarlo, esprimendo il loro spirito di libertà e d’indipendenza.

Chissà, sarebbe bello, ricordando Davide Rizzio, suonare per il prossimo Capodanno la melodia Auld Lang Syne del menestrello liutaio di Pancalieri in una piazza importante del Piemonte…

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